In pace mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o Signore, mi fai abitare al sicuro.
Salmo 4:8
Dio ci ha progettato in modo da aver bisogno di circa otto ore di sonno su ventiquattro nella giornata. Le nostre “batterie” sono dunque fatte per dover essere ricaricate almeno per un terzo del tempo. Durante questo terzo dei nostri giorni, e quindi per un terzo della nostra vita, siamo quasi completamente incoscienti. Viviamo le nostre giornate come se tutto dipendesse da noi: programmiamo, prepariamo, cerchiamo di non lasciare nulla al caso, eppure Dio ha disposto che per una parte così consistente della nostra esistenza possiamo andare avanti senza alcun controllo diretto.
Stendersi e addormentarsi in pace, come suggerisce il Salmo, è un atto speciale di totale fiducia. Entriamo in uno stato di inconsapevolezza, non vediamo cosa accade intorno a noi, la soglia di percezione dei rumori si abbassa e il corpo si rilassa. Ma nonostante questa condizione di vulnerabilità, la vita continua senza che noi la governiamo. Dio veglia mentre continuiamo a respirare automaticamente e ci custodisce nel riposo.
Il fatto che siamo abituati a dormire senza paura di non risvegliarci è strettamente legato alla fedeltà di Dio. Addormentarsi è, in un certo senso, un salto nel buio: un atto di fede e anche un’ammissione della nostra limitatezza. Noi abbiamo bisogno di riposo ed il mondo va avanti anche senza la nostra presenza. Infatti Dio non è come l’uomo, che ha bisogno di noi.
Se sei pieno di responsabilità e di cose che senti di dover fare, ricordati che puoi riposare nel Signore, che ti concede la possibilità di fermarti e anzi ti invita a farlo. Obbedisci al modo in cui sei stato creato, con una “batteria” che si scarica e ha bisogno di essere ricaricata. Ricorda che non dipende tutto da te e che, così come Dio è in controllo mentre dormi, allo stesso modo guida ogni cosa anche quando sei sveglio e affaticato.
La fedeltà di Dio trova un’eco diretto anche nella vita di Gesù, che nel Getsemani vegliava in preghiera mentre i discepoli si erano addormentati (Matteo 26:38-40): nel momento in cui la fragilità umana cede al sonno e alla stanchezza, il Figlio rimane sveglio davanti al Padre, intercedendo per noi.
Alla luce di tutto questo, ricordati che il riposo non è fuga ma fiducia concreta, e ti insegna qualcosa sulla vita: puoi davvero lasciare al Signore ciò che non riesci a reggere, senza sentirti in controllo di tutto. Impara a fermarti, riposa senza paura e vivi sia il giorno, sia la notte nella pace di Dio.





