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Chi non persiste

Colui che persiste nel commettere il peccato proviene dal diavolo, perché il diavolo pecca fin dal principio. Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo. Chiunque è nato da Dio non persiste nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e non può persistere nel peccare perché è nato da Dio.

1 Giovanni 3:8-9

Una delle cose più belle della Parola di Dio è come, a volte, ci sorprenda con frasi molto semplici che non necessitano di troppe spiegazioni. La fede in Cristo e la conseguente appartenenza a Dio non sono qualcosa che troviamo scritto sui nostri passaporti o sulle carte d’identità, ma piuttosto qualcosa di intimo, spirituale e quindi nascosto. Per questo Giovanni scrisse riguardo a come distinguere i credenti dai non credenti, per vari motivi.

Nella vita e nella chiesa sapere se abbiamo a che fare con un altro credente oppure no è importante anzitutto per decidere in che modo ascoltare ciò che ci viene detto, e se le parole che sentiamo vengono dal Signore oppure no (1 Giovanni 4:1). In secondo luogo, capire come si distingue un credente è anche il modo per esaminare noi stessi e determinare se stiamo camminando sulla buona strada.

Ed ecco il criterio semplicissimo descritto da Giovanni: chi persiste nel peccare non ha creduto veramente; chi invece è nato da Dio rimane in Lui e non persiste nel peccato. Leggendo questo criterio, in un primo momento, potresti farti mille domande pensando a tanti credenti nella Bibbia che hanno peccato dopo aver creduto. Davide commise adulterio con Bat-Sceba nonostante una fede radicata nel Signore che durava da tempo. Pietro rinnegò Gesù tre volte, nonostante tutti i miracoli che aveva visto e tutto il tempo che aveva passato con Lui, lasciando la sua vita per seguirLo.

E tu stesso, se un giorno hai creduto in Gesù, guardando onestamente nella tua coscienza troverai comunque molti peccati commessi in seguito. Ogni giorno pecchiamo. Un credente non è un “non peccatore”, purtroppo, o almeno non ancora. Il Signore promette un processo di santificazione e già chiama santi quelli che credono (1 Corinzi 1:2), ma questo processo si compie pienamente solo dopo questa vita.

La parola chiave per capire questo passo nella lettera di Giovanni è persistere. Può succedere che tu pecchi ancora, ma ciò che la fede in Gesù produce, ciò che ti rende nato di nuovo, è che non persisti nel peccato. Il fatto che lotti per interrompere qualsiasi vizio o comportamento peccaminoso, una volta che lo hai riconosciuto come tale. Perché ciò che cambia in un credente sono gli occhi, il modo in cui vede il peccato: inizia a odiarlo.

Paolo stesso disse che odiava questa situazione, con la mente desiderava servire la legge di Dio ma nella carne si sentiva tentato (Romani 7:22-23). Ma proprio quell’odio verso il peccato e l’amore per la santità sono la prova che manifesta un vero figlio di Dio, un nato di nuovo. E la persistenza che invece caratterizza un vero credente, in modo speculare, è quella alla quale Gesù ti invita: «Se perseverate nella Mia parola, siete veramente Miei discepoli» (Giovanni 8:31).

Gesù è venuto a distruggere le opere del diavolo, e dobbiamo comportarci da vincitori del diavolo, non da sue vittime. Allora lascia che il seme divino rimanga in te. Prega il Signore di mostrarti quei peccati che non hai ancora affrontato e chiediGli di aiutarti a non perseverare in essi, ma ad interromperli. Persevera invece nella Sua Parola e combatti la battaglia con la Sua forza che agisce in te con potenza (Colossesi 1:29).

 
 

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