Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c’è legge.
Galati 5:22-23
Per comprendere fino in fondo il valore dei frutti dello Spirito, vale la pena fare un passo indietro in questo capitolo della lettera ai Galati, quando Paolo elenca quelle che chiama le opere della carne (Galati 5:19-21).
Queste opere appartengono a diversi ambiti della vita umana. Alcune riguardano l’impurità sessuale, come la fornicazione la dissolutezza. Altre sono peccati religiosi o spirituali, come l’idolatria e la stregoneria. Vi sono poi i peccati nelle relazioni tra le persone: inimicizie, discordia, gelosia, ira, contese, divisioni, fazioni e invidie. Questa categoria è la più ampia, e non è un caso, perché la comunità dei Galati stava vivendo forti tensioni e conflitti interni. Infine Paolo menziona anche gli eccessi e gli abusi, come ubriachezze e orge.
Se ti soffermi su questa lista, noterai che molte di queste cose nel mondo di oggi non siano percepite come gravi o riprovevoli. Al contrario, molte sono ormai normalizzate, talvolta perfino celebrate o rese spettacolari.
Pensa, ad esempio, alla fornicazione. Molti programmi televisivi, film e racconti costruiscono le loro trame proprio su tradimenti, relazioni che cambiano continuamente e rapporti superficiali. Eppure Dio ha pensato l’amore diversamente, come qualcosa di stabile e rispettoso, che rifletta la Sua fedeltà.
Oppure pensa alla scaramanzia. Molte persone arrivano a convincersi che un gesto, un rito o un piccolo portafortuna possano determinare l’esito di una partita di calcio, di un esame o di qualsiasi altra situazione. Ma per la Scrittura solo Dio è sovrano e guida ogni cosa secondo la Sua volontà.
E poi la cartomanzia, gli oroscopi e varie forme di divinazione insinuano l’idea che l’uomo possa conoscere o controllare il futuro. La Bibbia, invece, afferma chiaramente che solo Dio conosce passato, presente e futuro, e che l’uomo dovrebbe confidare solo in Lui (Isaia 46:9-10).
In fondo, tutte le opere della carne hanno qualcosa in comune: sono profondamente opposte a Dio. Per questo stai attento a non normalizzarle. Guardale con occhi spirituali e ricorda che, per il Signore, non sono cose leggere o insignificanti.
Dopo questa lista, però, Paolo cambia completamente prospettiva e introduce il frutto dello Spirito.
È interessante notare anzitutto il linguaggio. Paolo non parla di opere dello Spirito, ma di frutto dello Spirito. In un altro passo scrive che il salario del peccato è la morte, mentre il dono di Dio è la vita eterna (Romani 6:23). Allo stesso modo, i peccati sono opere della carne, cioè azioni che nascono dall’uomo e dalla sua natura. Il frutto dello Spirito, invece, è qualcosa che cresce come risultato dell’opera di Dio nella vita di una persona. Non è qualcosa che l’uomo conquista con le proprie forze, come un salario, ma un dono che il Signore produce dentro di lui.
Nota il contrasto in ognuno dei frutti: la fornicazione viene sostituita dall’amore. L’amarezza dalla gioia, il conflitto dalla pace, l’invidia dalla benevolenza, la cattiveria dalla bontà, l’idolatria dalla fedeltà, l’inimicizia dalla mansuetudine, l’ira dall’autocontrollo. Se vivi così, non c’è legge che possa condannarti.
L’unico modo per vivere così è avere lo Spirito dentro. E l’unico modo per avere lo Spirito è credere in Gesù come tuo personale Signore e Salvatore, come l’Agnello che ha espiato tutte quelle opere della carne e vuole donarti il frutto dello Spirito.
