Guai a quelli che scendono in Egitto in cerca di soccorso; hanno fiducia nei cavalli, confidano nei carri perché sono numerosi, e nei cavalieri perché sono molto potenti, ma non guardano al Santo d’Israele e non cercano il Signore!
Isaia 31:1
«Guai». Il centro di questi versi, l’oggetto del discorso, la prima parola che risuona è proprio questa. Una parola pesante, che suggerisce conseguenze negative, difficoltà che alcune persone sperimenteranno con certezza. A nessuno piacciono i guai, tutti vogliamo evitarli, ed è proprio per questo che diventa importante riflettere con attenzione su ciò che il profeta sta dicendo.
Isaia si riferisce a coloro che scendono in Egitto in cerca di aiuto per una ragione molto chiara: lì vedono cavalli, carri numerosi e cavalieri potenti. Guardano alla forza visibile, alla potenza misurabile, a ciò che appare solido e affidabile. Se guardiamo onestamente dentro noi stessi, questo modo di ragionare ci è estremamente familiare, quasi istintivo, in molte situazioni della vita.
Quando dobbiamo prendere una decisione importante, nel lavoro, nelle relazioni o nelle scelte di vita, la prima cosa che siamo portati a fare non è pregare o chiederci cosa sia giusto davanti a Dio, ma aprire idealmente un foglio di calcolo nella mente. Percentuali di successo, probabilità, sicurezza economica, consenso degli altri, convenienza. Tutto viene pesato e incluso con criteri perfettamente razionali, tranne Dio. Anche perché, per natura, siamo inclini a scegliere ciò che funziona meglio invece di ciò che è più giusto (Proverbi 3:5-6).
Scendere in Egitto oggi significa fidarsi più dei numeri che delle promesse, più delle previsioni che della Parola, più delle risorse visibili che della guida invisibile di Dio. Così Dio diventa un’aggiunta spirituale a una decisione già presa su basi puramente umane. Non fare lo stesso errore, perché chi sceglie questa strada va incontro ai guai annunciati dal profeta. Chi spera in queste cose dimentica che Dio è al di sopra di esse e niente può resistere a Lui.
Questo atteggiamento riguarda anche la forza in cui confidiamo per vivere, affrontare le difficoltà e superare i problemi. Quando, davanti alle fatiche, speriamo più nelle nostre capacità o nella nostra resistenza, lasciamo Dio sullo sfondo, come se il peso della vita dipendesse soprattutto da noi.
Sembra prudenza, sembra saggezza, sembra responsabilità. Ma in realtà è un movimento sbagliato del cuore: appoggiarsi su ciò che sembra forte invece che su Colui che è fedele. Ma tu, metti Dio al primo posto, non solo per importanza, ma come prima scelta concreta quando cerchi soccorso. Perché in fondo, hai bisogno di Lui. Cercalo prima, prega prima, va’ da Lui prima, e poi affronta i tuoi ragionamenti e le sfide con il beneficio della Sua presenza, che cambia ogni prospettiva e ti fa evitare conseguenze disastrose.





