Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.
Romani 9:16
Nel capitolo 9 della Lettera ai Romani, Paolo affronta una questione cruciale: perché molti Ebrei, popolo eletto da Dio, hanno rifiutato Cristo, mentre molti Gentili hanno invece accettato il Vangelo?
Possiamo trasferire questa domanda anche ai giorni nostri. Perché tante persone che crescono in un contesto cristiano non credono personalmente in Gesù, nonostante le loro abitudini religiose? Perché tanti, pur ascoltando più volte il Vangelo e la verità, non riescono a credere e a decidere di seguire Cristo? E perché, invece, a volte si convertono a Gesù persone che non hanno ricevuto alcuna educazione cristiana nella loro infanzia e che provengono dai contesti più disparati?
La chiave per rispondere a queste domande risiede nei ruoli che hanno Dio e l’uomo. Credere in Dio è, di per sé, qualcosa di soprannaturale. La Bibbia ci dice chiaramente che, per natura, nasciamo non credenti (Efesini 2:1), lontani da Dio, peccatori, fin da quando Adamo ed Eva scelsero di disubbidire a Dio nel giardino dell’Eden (Genesi 3).
Partiamo tutti da zero, dalla stessa linea di partenza, senza vantaggi dovuti alla nostra nazionalità o al nostro contesto sociale.
La Scrittura ci assicura anche che tutti, prima o poi, sentono parlare di Gesù e del Vangelo, ricevono il messaggio della salvezza e hanno la possibilità di convertirsi.
Ma allora, perché alcuni credono e altri no? Perché credere non è un atto che si basa solo sulle nostre forze o su una nostra decisione personale. È per grazia che siamo salvati, mediante la fede; e questo non viene da noi, è dono di Dio (Efesini 2:8).
Come leggiamo in Romani 9, il fatto che i nostri occhi si aprano alla verità, e che decidiamo di credere e seguire Gesù, non dipende dalla nostra bravura o determinazione umana. Non dipende da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. Convertirsi a Dio, in un mondo che lo nega, lo trascura e lo ignora, è un atto profondamente soprannaturale, che solo Dio può compiere. Questo è il vero significato della frase: “la salvezza appartiene al Signore” (Salmo 3:8).
È vero, sei chiamato a rispondere alla grazia, ad accettare Cristo. Ma la potenza, la sovranità e l’iniziativa di questo atto appartengono completamente a Dio, l’unico in grado di poterti salvare. Da a Lui tutta la gloria.
