Ora, il punto essenziale delle cose che stiamo dicendo è questo: abbiamo un sommo sacerdote tale che si è seduto alla destra del trono della Maestà nei cieli, ministro del santuario e del vero tabernacolo, che il Signore, e non un uomo, ha eretto.
Ebrei 8:1-2
Diversi libri dell’Antico Testamento, in particolare il Levitico, spiegano in modo dettagliato come funzionava l’espiazione dei peccati prima della venuta di Gesù. Ci sono molti particolari precisi, ma nel cuore del sistema troviamo un principio chiaro: il peccato separa l’uomo da Dio e richiede un intervento stabilito da Lui per restaurare la comunione (Levitico 16:1-34).
In generale, il rito avveniva in questo modo: il sommo sacerdote si lavava e indossava le vesti sacre, preparandosi ad entrare alla presenza di Dio; a questo punto il sacrificio di animali e l’aspersione del sangue permetteva di espiare i peccati e di purificare il popolo.
Osserva le caratteristiche più importanti di questo processo: il peccato richiedeva sangue, cioè una vita data al posto di un’altra. Un innocente moriva al posto del colpevole. L’espiazione però era temporanea e doveva essere ripetuta ogni anno, perché copriva il peccato ma non lo eliminava definitivamente. Era una soluzione provvisoria, un’ombra che preparava qualcosa di più grande (Ebrei 10:1-4).
Quando pensiamo a Gesù, pensiamo immediatamente al Figlio di Dio, a Dio stesso, parte della Trinità, nostro Re, Amico e Maestro. Ma raramente ci soffermiamo sul Suo ruolo di Sommo Sacerdote definitivo. Quello che ha fatto sulla croce, oltre ad essere un gesto di amore infinito, è stato anche un atto di espiazione perfetta, compiuto in piena obbedienza al Padre.
Ecco il punto essenziale che caratterizza il nuovo patto tra Dio e l’uomo: Gesù è un Sommo Sacerdote diverso. Ora Lui si trova alla destra del trono della Maestà nei cieli, non perché eletto dagli uomini, ma perché stabilito da Dio. Non ha offerto il sangue di un animale, ma il Suo stesso sangue, una volta per sempre, per i peccati passati, presenti e futuri. Innocente per eccellenza, Sacerdote per eccellenza, sacrificio perfetto ed espiatorio per eccellenza.
Ringrazia Dio per averti donato un Ministro del santuario e del vero tabernacolo, per averti liberato dall’obbligo dei rituali levitici e per aver aperto una via dove tu non potevi entrare. Nessuno è più grande di Gesù, superiore agli uomini, agli angeli, ai sacerdoti e ai ministri. E soprattutto Cristo è superiore alla morte, perché il Suo sacrificio non copre soltanto il tuo peccato, ma lo vince definitivamente, riscattando la tua vita.
