Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele, perché ha visitato e riscattato il suo popolo, e ci ha suscitato un potente Salvatore nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso da tempo per bocca dei suoi santi profeti.
Luca 1:68-70
L’esperienza di Zaccaria descritta nel primo capitolo del Vangelo di Luca fu una vera e propria montagna russa di emozioni. Facendo un passo indietro, nove mesi prima di pronunciare le parole di questo versetto, un angelo gli aveva annunciato che sua moglie Elisabetta avrebbe concepito un figlio, Giovanni il Battista. Nonostante Zaccaria avesse pregato a lungo per avere un figlio, in quel momento rimase profondamente sorpreso, soprattutto perché entrambi erano ormai in età avanzata ed era difficile credere a un simile annuncio.
Questa sua incredulità fu in qualche modo punita dall’angelo, che gli disse che sarebbe rimasto muto fino alla nascita di Giovanni. Dopo sei mesi, intanto, l’angelo Gabriele fu mandato ad annunciare a Maria la nascita di Gesù.
Solo Dio sa quante cose Zaccaria pensò in quei nove mesi totali, anche alla luce dell’annuncio della nascita di Cristo. E quando, tre mesi dopo, nacque suo figlio, la sua lingua finalmente si sciolse e ricominciò a parlare.
Questo versetto rappresenta le prime parole che Zaccaria pronunciò quando riacquistò la voce. Sono parole che traboccano di fede, di ravvedimento, di speranza. Sono la preghiera gioiosa di un padre che ha appena accolto suo figlio e che ha appena gustato in modo concreto la fedeltà di Dio.
All’inizio del capitolo leggiamo che Zaccaria era già un credente: era un sacerdote, e lui e sua moglie erano religiosi, osservavano i precetti di Dio (Luca 1:6).
Ma l’esperienza culminata in questo versetto è qualcosa di più profondo: è una trasformazione che Dio ha compiuto in lui, una conversione che non può più tacere ma deve parlare.
Suo figlio era appena nato. Avrebbe potuto dire tante altre cose, eppure le prime parole di Zaccaria quando riapre la bocca sono su Gesù, il potente Salvatore che Dio ha suscitato, riscattando il suo popolo come promesso dai profeti. Se prima era incredulo, ora parla addirittura al passato di un evento futuro, cioè la nascita di Cristo, che sarebbe avvenuta soltanto sei mesi dopo.
Impara anche tu, da questo racconto, che Dio può realizzare molto più di quanto immagini, e che desidera che tu lo sperimenti personalmente. Forse a volte ti farà aspettare e metterà alla prova la tua pazienza. Ma continua a credere anche mentre aspetti, rimani fiducioso nel Suo potere.
Tutto ciò che Dio fa è volto a farti vedere ciò che davvero conta e a indirizzarti verso Gesù. Anche i periodi di attesa. E quando lo sperimenti, non restare muto: ringrazialo, benedicilo, sia nell’intimo del tuo cuore, sia raccontando agli altri le cose meravigliose che ha compiuto nella tua vita, proprio come fece Zaccaria.
