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La voragine

Oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una grande voragine, perché quelli che vorrebbero passare di qui a voi non possano, né di là si passi da noi.

Luca 16:26

La storia raccontata da Gesù in Luca 16:19-31 si svolge interamente nell’aldilà. Un uomo ricco, che durante la sua vita aveva vissuto nel lusso e nei piaceri, si ritrova dopo la morte all’inferno, tormentato senza tregua. Allo stesso tempo, muore anche un mendicante di nome Lazzaro, che era coperto di ulcere e spesso stava alla porta del ricco nutrendosi dei suoi scarti, e viene portato in paradiso, accanto ad Abramo.

Quando nell’Ades il ricco vede che il povero ora è consolato e al sicuro, mentre lui soffre, implora Abramo di aiutarlo. Ma la risposta che riceve non lascia spazio a interpretazioni: durante la sua vita aveva avuto l’opportunità di ravvedersi, mentre Lazzaro soffriva ed elemosinava la sua compassione. Ora, però, è troppo tardi. E ciò che Abramo aggiunge nel verso 26 è un avvertimento solenne per tutti noi che siamo ancora in vita: tra inferno e paradiso c’è una grande voragine, una separazione incolmabile, che nessuno potrà attraversare.

Dio è il Dio delle seconde possibilità, del perdono e della misericordia. Per tutti i tuoi anni ti chiama, ti aspetta, ti invita al ravvedimento. Ma quando la vita terrena finisce, termina anche il tempo delle scelte. La morte non conclude solamente le cose belle vissute sulla terra, ma interrompe anche il periodo disponibile per decidere da che parte stare. La decisione non si potrà cambiare nell’aldilà.

Nel corso della storia, gli uomini hanno elaborato il concetto del purgatorio, che però non trova nessun fondamento biblico. Dopo la morte, la Scrittura non parla di un periodo supplementare in cui possiamo pentirci o purificarci. Il tempo per ravvedersi che Dio ci concede è questa vita. Quella voragine è colmata soltanto da Cristo. Solo la fede nel Suo sacrificio ci purifica e ci riconcilia con Dio (Romani 5:8-10). Solo in Lui è il ponte tra la nostra colpa e la santità del Padre.

In questi giorni, mesi o anni possiamo ascoltare gli avvertimenti di Dio, comprendere la serietà delle Sue parole e intuire cosa significhi rimanere senza la Sua presenza in eterno. Il Signore non vuole che gli uomini si ritrovino come il ricco, pieni di rimpianti. Ma per questo, il pentimento deve arrivare prima del giudizio, non dopo.

Come afferma la Scrittura, c’è un tempo per ogni cosa (Ecclesiaste 3:1). E questo è il tempo di ravvedersi e cambiare vita, prima che sia troppo tardi. È il momento di guardare oltre l’apparenza e vedere le cose con occhi spirituali, per non ritrovarci dalla parte sbagliata di quella voragine. È il momento di scegliere Cristo, che accoglie a braccia aperte chi si avvicina a Lui mentre è ancora in tempo.