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Una cosa so

Egli dunque rispose: «Se egli sia un peccatore, non lo so; una cosa so: che ero cieco e ora ci vedo».

Giovanni 9:25

L’essere umano ha sempre avuto l’istinto di valutare ogni cosa con la propria razionalità. Così, anche nella religione, molto spesso cerchiamo una spiegazione perfetta e razionale per ogni dettaglio di ciò che accade e per ogni passo della Bibbia.

La Parola ci insegna che Dio è perfetto, perché ha una conoscenza perfetta, infinitamente più grande e complessa della nostra (Isaia 55:8-9). Ogni volta che vengono fatte nuove scoperte scientifiche sul mondo, sugli animali o sull’ambiente, dovremmo rimanere senza parole di fronte alla precisione e alla perfezione del nostro Creatore.

Allo stesso tempo, però, non è facile comprendere tutto ciò che troviamo nella Sua Parola. Anche per i farisei doveva essere molto complicato capire chi fosse Gesù, dopo anni trascorsi immersi nello studio dei profeti e delle altre Scritture. Eppure, proprio in questa fitta rete di ragionamenti e complessità, il cieco guarito ci offre la prospettiva più semplice e autentica: quella di una persona che sa poco, anzi, che sa una sola cosa, ma fondamentale. Sa che Gesù lo ha salvato.

Gli stavano chiedendo chi fosse Gesù. Cercavano in ogni modo di capire con quale autorità Cristo compisse quei miracoli di sabato. Ma il cieco rispose semplicemente: “Una cosa so: ero cieco e ora ci vedo”.

La differenza fondamentale tra il cieco e i suoi interlocutori era che lui aveva avuto un’esperienza personale con il Signore, mentre gli altri si erano fermati a una religione distante da Dio. Lui aveva toccato con mano chi fosse Gesù; loro, invece, si stavano perdendo in discussioni, teorie e ragionamenti che li allontanavano dalla verità (1 Corinzi 8:1-2).

Il primo passo verso la salvezza di ognuno di noi è riconoscere di essere ciechi. Quando Gesù entra nella nostra vita, rimuove un velo di oscurità e improvvisamente tutto acquista una prospettiva diversa. Il senso delle nostre giornate, il perché di certi eventi, il vero scopo della vita: Gesù ci dona la vista.

Per questo, quando racconti agli altri chi è Gesù, non sentirti come se dovessi difendere Dio o dimostrare la validità della tua fede. Al di là delle prove storiche sull’esistenza di Cristo e delle evidenze della presenza di Dio attraverso il Suo creato, la testimonianza più forte che tu possa offrire è la tua esperienza personale.

Poter dire: “So solo che prima ero senza speranza e ora ho speranza. Prima ero vuoto, ora sono pieno anche se ho poco. Prima ero confuso, ora, anche nell’incertezza, so che Dio mi guida”. Questa è una testimonianza semplice, ma di enorme impatto. È difficile contestarla, perché, come accadde al cieco, non nasce da ciò che hai letto nei libri, ma da ciò che hai vissuto. Nessuno può davvero mettere in discussione un’esperienza personale trasformata dall’incontro con Cristo.

E cammina sempre con umiltà, sii onesto anche quando non conosci tutte le risposte. Il Signore non ci rivela ogni cosa, ma ci dona tutto ciò che è necessario per credere, avere fede e seguirLo (Deuteronomio 29:29). Perché è proprio la fede l’unico mezzo attraverso il quale si smette di essere ciechi e si comincia davvero a vedere.