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Gli arroganti

Vi ho scritto queste cose perché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.

1 Giovanni 5:13

Nel mondo in cui viviamo, affermare senza alcun dubbio “io andrò sicuramente in paradiso” suona decisamente arrogante. Il mondo ha un rispetto profondo della morte, la tratta come qualcosa a cui nessuno può accostarsi con fiducia, e quindi tutti dovrebbero essere umili, perché non si sa cosa ci sarà dopo.

Se poi quella frase diventa “io andrò sicuramente in paradiso perché credo in Gesù”, il senso di arroganza raddoppia. La società promuove il rispetto di tutte le religioni e spesso scoraggia il parlare di questi temi, soprattutto in termini così assoluti. È diffusa l’idea che ognuno possa credere in ciò che vuole e che in fondo tutte le religioni, se si vive bene, conducano in qualche modo al cielo.

Ma se queste affermazioni e questo modo di pensare vengono percepiti come arroganti, dobbiamo confrontarci con ciò che la Bibbia afferma sulla vera fede. In questo verso, Giovanni dice di aver scritto affinché i credenti sappiano, al presente, di avere, al presente, la vita eterna, se credono nel nome del Figlio di Dio.

Se riduciamo la fede a una semplice speranza, allora ce l’abbiamo tutti. Tutti, in fondo, sperano che ci sia una vita dopo la morte, in quel caso di andare in paradiso e, se necessario, di essere giudicati buoni. Ma la fede secondo Dio è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono (Ebrei 11:1).

Se credi che Gesù sia morto e risorto, ma pensi anche che potrebbe non essere vero, non è fede. Se credi che il Suo sacrificio ti renda giusto, che il tuo debito sia stato pagato e che andrai in paradiso, ma allo stesso tempo temi che alcuni tuoi peccati siano stati troppo gravi per perdonare anche quelli, non è fede. Se credi che Lui sia la via, la verità e la vita, ma pensi anche che un tuo caro amico ateo o di un’altra religione, semplicemente comportandosi bene, possa meritare il paradiso, non è la fede di cui parla la Bibbia (Giovanni 14:6). Certamente potrà accadere, potrà andare anche lui in paradiso, ma solo se crederà in Cristo un giorno, e tu non smettere di pregare per questo.

Ma la fede che Gesù insegna è quella che può muovere le montagne e si fonda su una consapevolezza profonda (Matteo 17:20). Non è arroganza: al contrario, Gesù stesso invita all’umiltà, a farsi ultimi, perché gli ultimi saranno i primi. Ma quel nome, il nome di Cristo, è il tuo biglietto per la vita eterna, un biglietto che devi sapere ora di avere ora, come ha scritto Giovanni nella lettera.

Non vivere una fiducia debole o una vaga speranza di andare in cielo. Vivi nella certezza di avere la vita eterna, se credi nel Figlio di Dio come tua unica possibilità, come tuo personale Salvatore, per sempre.