Quest’afflitto ha gridato, e il Signore l’ha esaudito; l’ha salvato da tutte le sue disgrazie. L’angelo del Signore si accampa intorno a quelli che lo temono, e li libera. Provate e vedrete quanto il Signore è buono! Beato l’uomo che confida in lui.
Salmo 34:6-8
Senza rendercene conto, spesso giudichiamo Dio in base alla nostra immaginazione e Lo restringiamo a ciò che pensiamo potrebbe o non potrebbe fare. Lo guardiamo attraverso la lente degli eventi, di ciò che ci sembra statisticamente probabile, e decidiamo se valga la pena pregare per una certa cosa oppure no. Gesù lo disse chiaramente: il nostro problema più grande è sempre la fede. Anche i Suoi stessi discepoli, che pure vivevano accanto a Lui, tante volte dimostrarono di non averne abbastanza (Matteo 17:20).
In questo salmo, Davide coglie una dinamica fondamentale e necessaria della fede: “provate e vedrete”. Quando non ci proviamo con Dio, siamo come bambini che giudicano un cibo cattivo senza averlo mai assaggiato. Ma fare un passo e lanciarsi fa parte dell’atto stesso del confidare; altrimenti non c’è spazio per la fede. Se ogni preghiera dovesse essere fatta solo sulla base di ciò che calcoliamo essere probabile, allora non avrebbe senso chiedere nulla a Dio.
Confidare significa avere il coraggio di assaggiare. È lo stesso coraggio che Pietro ebbe quando Gesù lo chiamò a camminare sulle acque (Matteo 14:28-29), ed è lo stesso della donna che toccò il lembo della Sua veste per essere guarita (Marco 5:27-29).
Ecco perché Dio ci invita a gridare a Lui, a sperare e credere che possa esaudirci. La fede invita quell’angelo di cui parla il salmo ad accamparsi intorno alla nostra tenda. Si basa sempre sul timore del Signore e sulla fiducia che Lui può fare qualunque cosa. Davide lo sapeva, era afflitto, ed il Signore lo aveva esaudito.
Per questo, non avere paura di assaggiare, di lanciarti, di vivere davvero per fede. Se desideri qualcosa, a meno che non sia in linea con il Suo Regno e con l’amore per il prossimo, non tenere quel desiderio chiuso nel tuo cuore, ma portalo nella tua preghiera e dillo veramente a Dio, con sincerità e apertamente. Prova e vedrai che Egli è buono.
Magari ti risponderà subito e potrai esercitare la tua gratitudine. Oppure, magari non ti concederà ciò che chiedi, ma sarà comunque per la Sua bontà, forse per prevenire una conseguenza negativa che quella stessa cosa ti porterebbe senza che tu lo sappia. Questo tipo di esito eserciterà la tua fede. Oppure ancora, magari ti darà ciò che chiedi, ma dopo molto tempo, formando la tua pazienza e insegnandoti ad aspettare.
In ognuna di queste situazioni, il Signore è buono e vuole che confidi in Lui, anche se sei afflitto. Non rinunciare alla libertà di pregare senza filtri, non rifiutare il Suo invito amorevole. Beato l’uomo che confida in Lui, beato chi assaggia. Prova, e vedrai.





