Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli. Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati. Beati i mansueti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.
Matteo 5:3-6
Quando leggiamo le beatitudini, notiamo un elemento che si ripete continuamente: Gesù parla di persone che stanno vivendo una mancanza, una difficoltà o un desiderio non ancora soddisfatto, e subito dopo annuncia una promessa futura. I poveri in spirito diventeranno ricchi ricevendo il regno, gli afflitti saranno consolati, i mansueti saranno potenti, ereditando la terra, gli affamati e assetati di giustizia saranno saziati. In ogni dichiarazione sembra esserci lo stesso messaggio: resisti, aspetta, Dio non ha ancora finito di operare.
Il mondo insegna l’esatto opposto. Ci spinge a cercare risultati immediati, a pretendere soddisfazione oggi, a prendere con forza ciò che desideriamo. Gesù invece chiama beati coloro che sanno aspettare il Signore. Non perché la sofferenza sia piacevole, né perché la mancanza sia una virtù in sé, ma perché Dio vede oltre il momento presente e ha in serbo per noi qualcosa di migliore (Isaia 40:31).
I poveri in spirito riconoscono il proprio bisogno di Dio. Gli afflitti soffrono per il peccato e per le difficoltà della vita. I mansueti rinunciano a imporsi con la forza. Chi ha fame e sete di giustizia vive con il desiderio di vedere il bene trionfare. Nessuna di queste condizioni appare vantaggiosa agli occhi umani. Eppure Gesù dice che sono le caratteristiche dei cittadini del Suo regno.
La ragione è semplice: Dio premia la fede che sa attendere. La situazione presente non è il capitolo finale. Il dolore non durerà per sempre, perché in cielo staremo con Dio. L’ingiustizia non vincerà per sempre, perché in cielo governerà Cristo. Chi aspetta il Signore non sta perdendo tempo; sta camminando verso ciò che Dio ha già preparato (Lamentazioni 3:25-26).
Gesù stesso visse secondo questo principio. Sopportò il rifiuto, la sofferenza e la croce guardando alla gloria che sarebbe venuta dopo (Ebrei 12:2). Ora invita anche noi a vivere con la stessa prospettiva. Quando il bene sembra inutile, quando la giustizia tarda ad arrivare, quando il cuore è afflitto e stanco, le Sue parole ci ricordano che Dio mantiene sempre le Sue promesse.
Le beatitudini sono un invito alla pazienza della fede. È come se Gesù ti stesse dicendo “aspetta e vedrai”. Perciò non scoraggiarti se la risposta tarda ad arrivare. Continua a credere, continua a perseverare e a fare il bene. Il Signore non dimentica coloro che Lo aspettano, e al momento stabilito ogni Sua promessa si compirà.





