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Io ti ho visto

Natanaele gli disse: «Può forse venire qualcosa di buono da Nazaret?» Filippo gli rispose: «Vieni a vedere». Gesù vide Natanaele che gli veniva incontro e disse di lui: «Ecco un vero Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli chiese: «Da che cosa mi conosci?» Gesù gli rispose: «Prima che Filippo ti chiamasse, quando eri sotto il fico, io ti ho visto».

Giovanni 1:46-48

L’incontro raccontato in questo passo è una delle dimostrazioni più profonde della differenza tra l’uomo e Dio. Tutto iniziò con un pregiudizio: Natanaele, basandosi sulla sua cultura e sulle sue aspettative, fu scettico prima di incontrare Gesù, conoscendo la sua provenienza. Nazareth era una città periferica della Galilea, poco considerata. Non aveva nessuna importanza politica o religiosa, né era associata a figure importanti delle Scritture.

Eppure Filippo, probabilmente perché non aveva argomenti sufficienti per convincerlo da solo, lo invitò con quel “vieni e vedi” che sembra rivolto anche a noi oggi.

Gesù allora vide Natanaele. Qui avvenne un rovesciamento sorprendente: il Figlio di Dio si trovava davanti a un uomo che era peccatore come gli altri, con i suoi limiti e le sue mancanze. Ma si approcciò all’incontro con uno atteggiamento molto diverso: senza pregiudizi, anzi lo guardò con fiducia dicendo anche che non vedeva falsità in lui. Non sappiamo precisamente cosa Gesù avesse visto in Natanaele, ma era evidente che riconobbe in lui un cuore sincero, aperto a Dio nonostante tutto.

A quel punto Natanaele rimase sorpreso. Gesù gli rivelò di averlo visto prima ancora che Filippo lo chiamasse, quando era sotto il fico. Questo significò che Gesù lo conosceva già, in profondità, da sempre, prima ancora dell’incontro.

Lo stesso accade con tutti noi: Dio conosce l’uomo prima che l’uomo conosca Lui (Salmi 139:1-2). Non si tratta di una conoscenza superficiale, ma di uno sguardo che precede e accompagna per tutta la vita.

E questa è la differenza decisiva: mentre noi tendiamo ad avere pregiudizi, a dubitare e a usare categorie sociali per dedurre chi siano gli altri, Dio ci accoglie.

Allora reagisci anche tu come Natanale, che disse a Gesù: “Rabbi, Tu sei il Figlio di Dio, Tu sei il Re d’Israele” (Giovanni 1:49). E quando guardi gli altri, non avere pregiudizi, ma osserva attraverso gli occhi amorevoli di Cristo, che accolgono il prossimo e sperano sempre nella sua salvezza.