…fortificando gli animi dei discepoli ed esortandoli a perseverare nella fede, dicendo loro che dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni.
Atti 14:22
Il comportamento di Paolo e Barnaba, raccontato nel libro degli Atti, è una vera ispirazione per ogni cristiano. Dopo la loro conversione, iniziarono a darsi da fare per il Regno di Dio con un coraggio incredibile.
Nel testo leggiamo che, a Iconio, alcuni erano estremamente attratti da loro e pensavano che fossero divinità greche incarnate, iniziando perfino ad adorarli, mentre i Giudei volevano lapidarli perché consideravano le loro affermazioni su Gesù e sulla Legge delle vere eresie. Ciò che viene registrato in questo episodio accade proprio dopo che Paolo era stato lapidato e portato fuori dalla città. Eppure, nonostante tutto, continuarono.
Evangelizzarono, formarono molti discepoli e soprattutto li fortificarono, incoraggiandoli a perseverare nella fede. In questo contesto, Paolo e Barnaba, per tutto ciò che stavano soffrendo, erano le persone ideali per parlare di resistenza nelle prove. Avevano tutto il diritto di predicare la necessità di sopportare le sofferenze, perché loro stessi le stavano vivendo in prima persona per la causa di Cristo.
Leggiamo che dissero chiaramente: “Dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni”. Questa espressione è un’eco delle parole di Gesù, che aveva detto che il mondo ama ciò che è suo e che chi lo segue non deve aspettarsi di essere amato dal mondo (Giovanni 15:19). Gesù aveva anche insegnato che la via che conduce alla vita è stretta e difficile (Matteo 7:14).
Diventa allora fondamentale comprendere cosa spingeva Paolo e Barnaba, da dove traevano quella forza sovrumana. La risposta è semplice: avevano gli occhi puntati sul finale della storia. Nonostante gli ostacoli e i pericoli che avrebbero scoraggiato chiunque, loro conoscevano già il loro destino: la vita eterna in cielo con Lui.
Questa visione li muoveva. Non solo desideravano raggiungere la meta, ma volevano portare con sé quante più persone possibile. Per questo non smettevano mai di evangelizzare e di discepolare, nonostante le ferite, la fatica e la persecuzione.
Lasciati ispirare dal loro esempio. Prova, nel tuo piccolo, a fare lo stesso con le persone intorno a te. Non devi essere un esperto della Parola di Dio o aver frequentato scuole di teologia per avere questo atteggiamento. Basta un cuore disposto, la luce di Cristo dentro di te e il coraggio che nasce dall’amore per Gesù.
Ricorda che tutti possiamo discepolare e che tutti hanno bisogno di ascoltare la buona notizia di Cristo. Forse oggi potresti esporti a situazioni scomode o affrontare delle tribolazioni, ma la destinazione finale è ciò che conta: il Regno di Dio, eterno, perfetto e senza più sofferenze (Apocalisse 21:4).
