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L’esame di Dio

Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore. Mettimi alla prova e conosci i miei pensieri. Vedi se c’è in me qualche via iniqua e guidami per la via eterna.

Salmo 139:23-24

Quando ci si prepara per un’interrogazione a scuola, per un esame o per una presentazione importante di lavoro, nei giorni precedenti può essere molto utile avere qualcuno che ci interroghi o ci faccia domande sull’argomento. Il punto centrale del farlo prima dell’esame è che si possono individuare lacune, cose che non sapevamo, e quindi avere il tempo di colmarle prima del giorno importante.

Allo stesso modo, mentre Davide era in vita, scelse saggiamente di mettersi davanti a Dio quando era ancora in tempo. A nessuno piace essere guardato dentro, esaminato, messo alla prova, eppure il salmista fece una scelta saggia, perché comprese due verità fondamentali: il Signore non desiderava giudicarlo per condannarlo, ma per correggerlo e guidarlo; e il suo esame di coscienza, fatto umanamente e senza lo Spirito di Dio, non avrebbe potuto salvarlo. Per questo Davide cercava e desiderava il punto di vista di Dio, per il suo stesso bene.

Davide incluse Dio in questo processo. Lo stesso Dio che potrebbe giudicarlo era, in realtà, il suo Salvatore. C’è in questo un paradosso pieno di speranza: Colui che conosce ogni cosa di noi è anche Colui che vuole correggerci, e non respingerci (Romani 8:1).

E così dovrebbe essere anche per noi. Esaminare la nostra coscienza con l’aiuto di Dio è il modo più sano per proteggerci dal male. Non avere paura di invitarLo nel tuo cuore, affinché lo esamini; non temere di lasciare che ascolti i tuoi pensieri più intimi, per illuminarli e trasformarli. Questo, anche se scomodo, è il primo passo verso la tua vera felicità.

Se Lo tieni lontano, come un nemico, finirai per vivere Dio soltanto come un giudice. Ma il Signore vuole essere anche tuo Padre, un consigliere, Colui che non ti dice soltanto cosa fare, ma che ti accompagna, ti guida sulla via eterna e cammina con te. Infatti non abbiamo ricevuto uno spirito di schiavitù per ricadere nella paura, ma uno Spirito di adozione, con cui possiamo chiamare Dio “Padre” (Romani 8:15).

Allora prega senza nasconderti, apriti a Dio, confessa i tuoi pensieri e ciò che hai nel cuore senza paura del Suo esame, ma con il desiderio di allinearti alla Sua volontà. Qualsiasi prova da parte Sua porterà ad un cambiamento per il tuo bene, non solo nel presente, ma per l’eternità (Ebrei 12:10-11). Quando hai un pensiero dubbio, chiedi sempre a Dio di valutare se è giusto o sbagliato. Coinvolgilo nelle decisioni, sottometti il tuo cuore e i tuoi pensieri a Colui che ti ama incondizionatamente, e sperimenterai la Sua presenza mentre ti guida e cammina con te.