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Carri e cavalli

So già che il Signore ha salvato il suo unto e gli risponderà dal suo santo cielo, con le prodezze della sua destra. Gli uni confidano nei carri, gli altri nei cavalli; ma noi invocheremo il nome del Signore, del nostro Dio.

Salmo 20:6-7

Molti lavori che sembrano indispensabili, come quelli nella ristorazione, nel commercio, nel turismo, nell’edilizia o nei servizi alla persona, danno l’impressione di essere al riparo dalle crisi. Sembrano attività di cui ci sarà sempre bisogno. Eppure basta un’emergenza sanitaria, una recessione o un cambiamento improvviso del mercato perché interi settori si fermino da un giorno all’altro, lasciando migliaia di persone nell’incertezza.

Allo stesso modo, anche i lavori legati alla tecnologia sembrano solidi, quasi inevitabili. Sono il futuro, dicono. Eppure lo stesso progresso tecnologico continua a cambiare le regole del gioco: ciò che oggi è indispensabile domani può essere automatizzato, semplificato o sostituito.

E così succede anche nelle altre aree della vita. Una casa può diventare inabitabile per un evento imprevisto, la salute può crollare all’improvviso, una relazione importante può spezzarsi per un malinteso. Tutto ciò che sembra stabile, non lo è mai davvero fino in fondo.

Le competenze, il lavoro, la salute, le opportunità e tutte le altre cose a cui attribuiamo valore sono come i carri e i cavalli di cui Davide parla in questi versi. Sono quegli elementi della vita che sembrano molto resistenti, ma in fondo non possono reggere il peso della nostra fiducia, perché solo una persona può farlo davvero, cioè Dio.

La vita non è sotto il nostro controllo come spesso pensiamo. Per questo è saggio non appoggiare la propria sicurezza su ciò che si ha oggi, anche quando sembra funzionare tutto bene. E allo stesso tempo, se qualcosa manca, non bisogna pensare che il problema sia semplicemente “non averlo ancora”: la vera stabilità viene dal Signore.

I carri e i cavalli degli Egizi inseguivano il popolo di Israele guidato da Mosè, ma in un attimo furono travolti quando il mare si richiuse (Esodo 14:28). In questo e in tanti altri esempi biblici, anche ciò che sembrava il massimo della forza, davanti a Dio si rivelò fragile.

È Lui che risponde dal cielo con le prodezze della Sua destra. È Lui che decide il peso reale delle cose e il loro impatto. Se ti benedice con lavoro, salute, opportunità o relazioni, non è perché tu ci costruisca sopra la tua sicurezza, ma perché tu possa restare ancora più saldo in Lui.

Guarda onestamente dentro di te e cerca di capire quali sono i carri e i cavalli a cui ti stai affidando. Solo Dio può fare prodezze, aprire e chiudere porte, dare e togliere, perché è il sovrano di tutto. E la cosa più bella è che ti ama davvero e vuole salvarti. Allora non vivere aggrappato a ciò che può crollare, ma invoca il nome di Colui che non crolla mai, del tuo Signore e Salvatore.