Poiché la parola non è ancora sulla mia lingua, che tu, Signore, già la conosci appieno. Tu mi circondi, mi stai di fronte e alle spalle e poni la tua mano su di me.
Salmo 139:4-5
Il Salmo 139 esplora le molteplici sfaccettature della conoscenza che Dio ha di noi. In questi due versetti Davide esalta la conoscenza dei nostri pensieri, riconosce che Dio non si limita ad ascoltarci quando parliamo, come potrebbe fare qualsiasi essere umano, ma va ben oltre.
Pensa a qualcuno che ti conosce molto bene, magari meglio di chiunque altro. La sua conoscenza di te si basa sulle esperienze vissute insieme, ma anche e soprattutto sulle parole che nel tempo gli hai confidato. Le vostre conversazioni, tra le altre cose, hanno costruito l’immagine che quella persona ha di te oggi.
Ma il Signore arriva prima. Lui “scruta” le parole prima ancora che noi le pronunciamo. È talmente vicino a noi che osserva anche i nostri pensieri: un’idea, un ragionamento, non fanno in tempo a passare dal cervello alla lingua che Lui li ha già colti. Dio va oltre le nostre parole, ci conosce come una macchina della verità davanti alla quale non possiamo mentire, perché tutto ciò che pensiamo, prima e mentre parliamo, Gli è completamente esposto e visibile. Per questo Cristo disse che chi odia nei pensieri ha già ucciso, chi brama nella mente le cose degli altri ha già rubato, chi desidera una donna altrui ha già commesso adulterio (Matteo 5:27-28).
Eppure, l’obiettivo del Signore nel conoscerti così intimamente e nello starti vicino non è inquisitorio. Lo si comprende nel versetto 5: Egli ti circonda, vedendo i tuoi pensieri a trecentosessanta gradi, ti sta di fronte, quindi vede il tuo futuro, ed alle tue spalle, quindi ti protegge. Ma in tutto questo, nonostante tutte le verità che vede oltre le apparenze e di cui magari ti vergogni, Egli pone la Sua mano su di te.
Lo fa in modo amorevole, in segno di protezione e accompagnamento. Come a dire: ti conosco, figlio Mio. Vedo il tuo passato e il tuo futuro, vedo ciò che pensi e ciò con cui combatti, le tue tentazioni e le tue sfide, ma ti amo e resto qui con te. Non c’è condanna in questa conoscenza, ma una presenza fedele e misericordiosa. Perché nel sacrificio di Gesù il Signore ha perdonato anche i tuoi pensieri.
Prenditi un momento per sentire la mano del Signore sulla tua spalla, la mano di un Dio che ti conosce profondamente, con cui non puoi avere segreti, un Dio che sa ciò che pensi prima ancora di parlare. E che, nonostante tutto, rimane al tuo fianco.





