Voi dunque pregate così: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome…”
Matteo 6:9
Quando i discepoli chiesero a Gesù come avrebbero dovuto pregare, Egli rispose con quella che oggi conosciamo come la preghiera del Padre nostro. Oltre a essere memorizzata e recitata da moltissimi cristiani nel mondo, questo passo è prezioso perché contiene gli elementi fondamentali di una preghiera biblica, autentica e completa.
Nonostante sia così conosciuto, spesso quando andiamo a Dio in preghiera omettiamo proprio le parti essenziali del Padre nostro e iniziamo direttamente parlando di noi e delle nostre richieste. Ma osserva con attenzione l’ordine e le priorità che Gesù insegna.
Anzitutto il nome. Padre nostro: è un’espressione che riconosce non soltanto Dio come Signore di tutto, ma come Padre dei credenti. Un padre è più di un signore, perché il Suo amore è personale, profondo, fedele. Rivolgersi a Lui così cambia completamente il tono della preghiera.
Sia santificato il Tuo nome è una dichiarazione di priorità. Al centro della preghiera, e al centro della tua stessa vita, deve esserci il desiderio che Dio sia onorato, che il Suo nome sia riconosciuto, che la gloria vada a Lui. La preghiera non inizia con i nostri bisogni, ma con la Sua gloria.
Venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà, come in cielo, anche in terra. La Sua volontà, non la nostra. Gesù ci insegna a sottomettere i nostri desideri al piano di Dio. La Sua volontà è perfetta, più saggia e lungimirante della nostra, anche quando non la comprendiamo. Per questo è sempre una buona idea chiedere a Dio queste cose per prime, perché riallineano il nostro cuore al Suo progetto.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano è un’ammissione di dipendenza. Non possiamo sopravvivere senza che Dio provveda giorno dopo giorno. È significativo che Gesù parli del pane di oggi. Non ci invita ad accumulare ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso (Matteo 6:34). Dio è saggio anche nel dare poco alla volta, il necessario per ciascun giorno, così da insegnarci una fiducia costante in Lui.
Rimettici i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, è una richiesta di perdono e trasformazione. Chiediamo a Dio di perdonarci e allo stesso tempo di renderci capaci di perdonare. Un perdono senza riserve, senza orgoglio, con umiltà e amore, come Gesù stesso ha insegnato quando ha parlato di perdonare fino a settanta volte sette (Matteo 18:22). Non possiamo chiedere grazia se rifiutiamo di concederla.
Infine, la richiesta di protezione. Non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal male. Quando preghiamo spontaneamente forse pensiamo prima alla protezione fisica, ma qui si tratta di quella spirituale. La tentazione porta al peccato e il peccato allontana dalla comunione con Dio. È fondamentale chiedere di essere custoditi, guidati, sostenuti. Dio ci libera dal male attraverso Gesù, ed è questa la richiesta più grande che possiamo fare: rimanere nella Sua grazia.
Ricorda questa struttura quando preghi. Non dimenticare questo modo di parlare a Dio e la tua preghiera sarà sempre biblica, perché è Cristo stesso che te l’ha insegnata. Lascia che la Parola di Dio modelli il tuo modo di rivolgerti a Lui, così da restare sempre più vicino e fedele alle Sue istruzioni per il tuo bene.





