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Spostati, guido io

Non fate le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all’ira di Dio; poiché sta scritto: «A me la vendetta; io darò la retribuzione», dice il Signore. Anzi, «se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, facendo così, tu radunerai dei carboni accesi sul suo capo».

Romani 12:19-20

Immagina una famiglia che sta per entrare in auto e uno dei bambini piccoli corre, apre lo sportello davanti e si siede al volante. Dopo averlo lasciato giocare un po’ mentre la macchina è spenta, il padre o la madre gli diranno inevitabilmente: “Spostati, guido io”. Sarebbe fin troppo pericoloso mettere in moto l’auto e lasciare che il bambino la guidi. Pericoloso per lui, per la famiglia e per gli altri sulla strada.

Il Signore fa lo stesso con te quando pensi alla vendetta. Lo fa da una posizione ideale, quella di un Dio saggio, sovrano, giusto e consapevole dei torti che hai subito. Lo fa anche vedendo i tuoi limiti, proprio come un bambino che saprebbe premere l’acceleratore e girare il volante, ma finirebbe per causare disastri mortali. Le tue vendette sarebbero stupide e inutili, e per questo devi evitarle.

Quando qualcosa va male, quando subiamo un torto, quando qualcuno ci tratta male, la Scrittura ci invita a spostarci, a cedere il posto all’ira di Dio. La parola “ira” è molto forte, ma non indica la rabbia impulsiva che potremmo provare noi. La Sua ira è santa, giusta, ed è altrettanto giusto il modo in cui Egli la eserciterà sull’umanità. Viviamo in un mondo ingiusto, ma Dio vede tutto e un giorno darà Lui stesso la retribuzione a tutti, tranne che a quelli che si rifugiano e si fanno trasformare da Cristo. Non dobbiamo preoccuparcene noi in prima persona oggi.

Possiamo quindi andare tranquilli sul sedile di dietro e goderci il viaggio mentre Dio guida l’auto, confidando che la giustizia sarà fatta. Anzi, Paolo in questo passo ci invita a servire i nostri nemici, a rispondere al male con il bene, riecheggiando le parole di Gesù quando ci comanda di porgere l’altra guancia (Matteo 5:39).

Ma chi può avere un comportamento simile? Soltanto chi ha la certezza che un giorno ci sarà giustizia. Se vuoi vedere in te stesso un atteggiamento libero da frustrazione e desiderio di vendetta, concentrati sulle promesse di Dio, abbracciale e vivi in modo inaspettato.

Quando Gesù ti dice “Ama il tuo prossimo come te stesso” non aggiunge “soltanto se ti rispetta e non ti fa del male”. Il tuo compito è amare il tuo prossimo, punto. E puoi stare certo che Dio si occuperà del resto.