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Gesù il radicale

Voi avete udito che fu detto: “Se dunque il tuo occhio destro ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che tutto il tuo corpo sia gettato nella geenna. E se la tua mano destra ti fa cadere in peccato, tagliala e gettala via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo.

Matteo 5:29-30

I consigli dati da Gesù ai discepoli in questo passo possono suonare, quanto meno, molto radicali. Se presi letteralmente, sembrano suggerire di procurarsi gravi danni al proprio corpo. Sappiamo però che Dio non vuole che ci facciamo del male, né a noi stessi né al prossimo, e desidera che rispettiamo il nostro corpo come uno strumento prezioso che Lui stesso ci ha dato (1 Corinzi 6:19-20).

Ma c’è un’altra cosa che sta a cuore a Dio ancora più del corpo: la nostra anima. Ed è proprio per quella che Cristo aveva rinunciato al Suo stesso corpo, quando sulla croce i chiodi perforarono le mani e i piedi, visse l’agonia più terribile e infine morì. Gesù si comportò in modo radicale durante il Suo ministero e subì conseguenze altrettanto radicali sulla croce.

Pensando a noi e alla nostra anima, che Lui ha comprato con la Sua morte e risurrezione, in che modo possiamo davvero preservarla dall’inferno? La risposta racchiusa nelle parole di Cristo è questa: tagliando e gettando via ogni cosa che ci porta lontano da Lui.

L’occhio che guarda e desidera ciò che non gli appartiene rappresenta la concupiscenza, l’adulterio e molto altro. La mano che porta a peccare simboleggia la violenza ed ogni gesto o atto contrario alla volontà di Dio. Se guardi la tua vita, magari le cose da tagliare sono altre. Magari sono dei passatempi nocivi, delle amicizie che ti trascinano in conversazioni che disonorano Dio; magari è un oggetto che risucchia il tuo tempo e la tua concentrazione; magari è un contenuto digitale che ti fa desiderare ciò che non è tuo e ti porta a disonorare le persone a te care.

Intorno a noi ci sono molte cose che possono diventare come l’occhio da cavare o la mano da tagliare, perché Gesù stava parlando soprattutto da una posizione di saggezza. Per camminare con Lui in un mondo opposto, perverso e contrario alla Sua volontà, non si può vivere improvvisando, ma conoscendo se stessi, i propri limiti e facendo di tutto per volersi bene. E volersi bene, a volte, comporta delle rinunce per proteggere l’anima, proprio come quando rinunciamo ai cibi che fanno male per preservare la salute fisica.

Gesù stava mirando alla tua felicità completa. Il peccato ti illude con una felicità momentanea e ti fa sentire libero finché non provi a smettere e ti accorgi di esserne schiavo. Lui, invece, ha un piano di vita eterna per te e ti dice che vale la pena rinunciare oggi a quelle cose per poi godere di qualcosa di infinitamente superiore, di cui non ti pentirai mai. Anche perché lo scenario opposto, quello della Geenna, dell’inferno lontano da Lui, è un destino che non piacerà proprio a nessuno.


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