E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia”». E a un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nei luoghi altissimi e pace in terra agli uomini che egli gradisce!»
Luca 2:12-14
Tra le tante cose che la venuta di Gesù rappresenta per l’umanità, ce n’è una che parla direttamente alla nostra mente, evidenziata all’inizio di questo verso: Gesù fu un segno. Una prova, un indizio, una dimostrazione, un segnale. Quando gli uomini si interrogano sull’esistenza di Dio e non sanno cosa credere, tipicamente pensano che, se solo lo vedessero di persona, crederebbero. E sorprendentemente, a differenza di qualsiasi altra religione, il Dio della Bibbia superò tutto e tutti facendo proprio questo: venne di persona a mostrarsi. Se ci pensi, è pazzesco, straordinario, unico nella storia.
Era notte. Dei pastori stavano nei campi, vegliando e facendo la guardia al loro gregge. All’improvviso si udirono quelle parole potenti, pronunciate da un angelo, mentre tutt’intorno risplendette la gloria del Signore. In pochi istanti, queste persone passarono dal buio più profondo a una luce abbagliante. Dev’essere stato un vero e proprio shock.
L’annuncio era molto speciale: avrebbero trovato un bambino in una mangiatoia, avvolto in fasce. Quel bambino era il Re, il Salvatore del mondo. Subito dopo apparvero molti altri angeli, una moltitudine dell’esercito celeste, che iniziò a lodare Dio. Non sappiamo quale fosse il volume di quel coro, ma doveva essere qualcosa di assolutamente straordinario, un suono mai udito prima sulla terra.
Ed il messaggio proclamato era duplice: gloria a Dio nei cieli, nei luoghi dove l’uomo non può arrivare, e pace sulla terra. Una pace non per tutti, ma solo per alcuni. È proprio in questa parte dell’annuncio che si racchiude il significato profondo di ciò che stava accadendo.
Pace agli uomini che Dio gradisce. Gesù stava portando sulla terra una via nuova, un modo reale per permettere agli uomini di essere graditi a Dio. Senza Gesù, tutti erano peccatori, lontani dalla santità divina, imperfetti e contaminati dal peccato. E il peccato non piace a Dio. Metaforicamente, senza Cristo l’uomo era in guerra con il Signore, ma ora veniva la pace. L’unica possibilità era la fede in un Salvatore disposto a pagare il prezzo di quelle colpe. Per questo, senza fede, è impossibile piacergli (Ebrei 11:6).
Ecco il cuore della natività di Gesù, il suo impatto reale e concreto nella storia dell’umanità. Gesù veniva a portare gloria nei luoghi altissimi e una possibilità di pace a tutti coloro che avrebbero creduto in Lui sulla terra. Per questo, unisciti anche tu all’esercito celeste nel dare gloria a Dio per il dono di Gesù, e scegli di stare tra gli uomini che Dio gradisce, confessando i tuoi peccati e affidando la tua vita a Cristo, Colui che non peccò mai, che scese a salvarti contro tutto e tutti, e a trasformarti per sempre.
