Ora, fratelli, vogliamo farvi conoscere la grazia che Dio ha concessa alle chiese di Macedonia, perché nelle molte tribolazioni con cui sono state provate, la loro gioia incontenibile e la loro estrema povertà hanno sovrabbondato nelle ricchezze della loro generosità. Infatti io ne rendo testimonianza; hanno dato volentieri secondo i loro mezzi, anzi, oltre i loro mezzi.
2 Corinzi 8:1-3
In questo passo le chiese di Macedonia furono usate come modello di generosità per i Corinzi. Ma in soli tre versetti si nascondono tanti insegnamenti racchiusi in alcune parole chiave di straordinaria importanza. Osservale una per una.
La prima è “grazia concessa”. Nonostante si parli chiaramente di persone che hanno agito bene, che sono state forti, altruiste, speciali, il testo comincia dall’unico che muove tutto, l’unico a cui vanno tutti i meriti. Dio ha concesso, Dio ha permesso che i Macedoni fossero generosi e che si comportassero così.
Questa è una certezza presente in tutta la Bibbia: fare il male è qualcosa di umano e lo sappiamo fare tutti, ma fare il bene è qualcosa di soprannaturale, e solo Dio può produrre in noi il volere e l’agire (Filippesi 2:13).
Poi arrivano le parole che descrivono la condizione di partenza di quelle persone che hanno fatto l’offerta: “gioia incontenibile” ed “estrema povertà”. Sono in forte contrasto tra loro, eppure sono più legate di quanto sembri.
Quelle chiese avevano una gioia per Cristo che non poteva rimanere dentro, che non si poteva contenere, che doveva uscire. Amavano Gesù anche e soprattutto perché Lui era tutto ciò che avevano. Non erano distratti da altre ricchezze; in un certo senso erano liberi da cose che ostacolassero il loro interesse per Dio.
E questi due aspetti hanno sovrabbondato nelle ricchezze della loro generosità.
Finché l’amore per Dio rimane qualcosa di religioso e teorico, puoi fare il tuo compitino, non dar fastidio a nessuno, rispettare il prossimo e sentirti a posto. Ma per realizzare qualcosa di speciale servono condizioni estreme come una gioia incontenibile e un’estrema povertà. Non significa che tu debba cercare di impoverirti, ma certamente Dio ti invita a liberarti da qualsiasi ossessione per avere di più o di beni materiali superflui e comodità su questa terra, perché possono diventare ostacoli per la tua vita cristiana. Infatti Gesù dice che è più difficile per un ricco entrare nel regno di Dio che per un cammello passare per la cruna di un ago (Matteo 19:24).
Infine, le parole “volentieri” e “oltre i loro mezzi”. La parola volentieri parla di eccellenza, di qualità, perché già soltanto donare, nelle condizioni di quelle chiese povere, era un grande risultato; ma farlo addirittura di buon animo è qualcosa di straordinario. Il risultato finale andò oltre i loro mezzi, superò in tutto la razionalità e la misura umana.
Medita su questo passo e rifletti su come puoi, nel tuo contesto e nella tua vita, essere un donatore gioioso, ricordando che non puoi muoverti di un centimetro senza che Dio ti conceda la grazia di farlo, attraverso condizioni e situazioni che solo Lui può stabilire, dall’alto della Sua saggezza.
