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Un vero leader

Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino né violento, ma sia mite, non litigioso, non attaccato al denaro, che governi bene la propria famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi (perché se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà avere cura della chiesa di Dio?), che non sia convertito di recente, affinché non diventi presuntuoso e cada nella condanna inflitta al diavolo. Bisogna inoltre che abbia una buona testimonianza da quelli di fuori, perché non cada in discredito e nel laccio del diavolo.

1 Timoteo 3:2-7

I credenti non sono persone che all’improvviso diventano perfette, ma piuttosto peccatori che si ravvedono e aspirano sempre di più ad amare e ad imitare Cristo. Tuttavia, la Bibbia rende chiaro che per i ruoli di leadership sono richieste alcune caratteristiche particolari, soprattutto perché chi guida una chiesa è costantemente osservato e chiamato a offrire il miglior esempio possibile da seguire.

Paolo usa un’espressione molto forte: “bisogna”. Questo termine indica una necessità, non una semplice preferenza. Le chiese hanno bisogno di un certo profilo di guida; non tutti possono ricoprire un ruolo così importante. Possiamo riassumere queste caratteristiche in alcuni grandi ambiti.

Il primo riguarda l’integrità morale: irreprensibile, sobrio, prudente, dignitoso, non dedito al vino, non violento, non litigioso e non attaccato al denaro. Tutte queste qualità non si costruiscono con la forza di volontà, ma nascono da un cammino personale di fede profondo e costante. In fondo, queste caratteristiche descrivono il carattere stesso di Gesù. Per essere integri, bisogna passare tempo con Lui, lasciarsi modellare dalla Sua Parola e permettere allo Spirito Santo di trasformare il cuore (Galati 2:20).

In secondo luogo, troviamo l’atteggiamento verso gli altri: essere ospitale e non litigioso. Si tratta di uno stile di vita che mette il prossimo al primo posto e non se stessi, che rispetta le opinioni altrui, che sa ascoltare e che accoglie i membri della chiesa con umiltà. Una guida cristiana non è chiamata a dominare, seguendo l’esempio di Cristo, che non venne per essere servito ma per servire.

Il terzo ambito è la maturità spirituale. Paolo afferma chiaramente che non può essere leader nella chiesa una persona convertita da poco. Nessuno nasce credente, è vero, ma per una posizione di guida serve qualcuno che abbia alle spalle un cammino di fede non recente, che abbia una certa esperienza con Dio e nella Parola. Quel tipo di esperienza che preserva dall’essere presuntuoso.

Infine, troviamo la vita familiare e la capacità di guida. Un vescovo deve essere sposato, fedele a sua moglie, e deve saper guidare bene la propria famiglia. Questo potrebbe sorprendere, soprattutto considerando che Paolo, in un altro passo, afferma che chi non è sposato può dedicarsi con maggiore libertà alle cose di Dio, mentre chi è sposato deve anche prendersi cura del coniuge (1 Corinzi 7:32-35). Tuttavia, Paolo specifica che quello era un consiglio personale, non un comando del Signore, e in ogni caso non stava parlando dei vescovi. Il capo di una chiesa deve conoscere da vicino le dinamiche, le difficoltà e le responsabilità del guidare altre persone, e la vita familiare diventa una sorta di “palestra” per questo compito. Anche Pietro, al quale Gesù affidò un ruolo fondamentale nella nascita della chiesa, era sposato (Matteo 8:14). Questo non significa, però, che chi non è sposato non possa essere un membro importante ed un esempio nella propria comunità. In un certo senso, tutti siamo chiamati a esserlo: tutti dobbiamo ambire ad ispirare gli altri, a discepolare chi ci sta intorno.

Tuttavia, un ruolo come quello di guida di una chiesa è riservato a persone che rispecchiano quelle caratteristiche, non per escludere, ma per edificare la comunità stessa e per obbedienza alla volontà di Dio. Cogli quest’occasione per pregare per chi ha una posizione di autorità nella tua chiesa e chiedi a Dio di fortificarlo, guidarlo e sostenerlo in un compito così delicato e prezioso.