Onora il Signore con i tuoi beni e con le primizie di ogni tua rendita; i tuoi granai saranno ricolmi d’abbondanza e i tuoi tini traboccheranno di mosto.
Proverbi 3:9-10
Una delle cose più importanti che la società ci insegna è mettere da parte i nostri soldi quando possibile, investirli in vari modi: in un mutuo, in azioni e in tante altre idee. Per natura vogliamo essere preparati agli imprevisti e, se possibile, costruire un futuro solido per noi stessi e per i nostri figli. Tutto questo è certamente buono e saggio.
Nei Proverbi, il Signore ci invita a fare scelte oculate e a non sperperare il nostro denaro, mantenendo un equilibrio tra lo spendere e il conservare (Proverbi 21:20). Ma Dio ci ricorda anche che tutto ciò che possediamo viene da Lui.
Qualcuno potrebbe sentirsi fiero di avere un buon lavoro o una brillante carriera e attribuire a sé stesso il merito dei propri guadagni. Ma come avrebbe potuto ottenere tutto questo se non avesse ricevuto salute e capacità? Forse direbbe che ha meritato quella posizione grazie ai suoi studi. Ma come avrebbe potuto studiare, se non gli fossero stati dati i mezzi per farlo? E come avrebbe potuto impegnarsi, se non avesse ricevuto il dono della concentrazione, o se non fosse stato protetto da incidenti o malattie che lo avrebbero ostacolato? E se non avesse avuto accanto le persone giuste? O persino la forza di volontà stessa, che ha preso forma nel suo cervello?
Insomma, andando a ritroso, qualsiasi forma di denaro che abbiamo in qualsiasi momento della vita proviene dalla mano generosa di Dio, non da noi stessi. Il nostro merito si annulla, se guardiamo le cose con questa prospettiva. Perciò in questo passo il Signore ci invita a dare a Lui le primizie, cioè una parte buona dei nostri averi, senza conservarla con avarizia.
Ma come possiamo dare a Dio, in modo pratico, questa parte? Generalmente, significa donare alla chiesa, cioè al corpo di Cristo, ma non necessariamente sotto forma di denaro. Può trattarsi di un’offerta per sostenere attività e spese necessarie. Oppure di dare a Dio il tuo tempo: rinunciare ad altro per pregare, per stare alla Sua presenza o per servire in altri modi.
Insieme a questo tipo di offerta c’è, ovviamente, la carità verso il prossimo, che ci è comandata e che rientra in una categoria a parte (2 Corinzi 9:7). Il versetto ci assicura che, se non siamo avari delle nostre risorse e le offriamo anche a Dio, Lui ci benedirà e provvederà comunque tutto il necessario, talvolta anche con abbondanza.
Dai il tuo meglio a Dio, dopo che Lui ha dato tutto per te. Non te ne pentirai. Confida che Lui ti sosterrà. Gestisci i tuoi beni, grandi o piccoli, con saggezza, ma non dimenticare di onorare il Signore con essi, perché ce lo comanda nella Sua Parola — e lo fa, in fondo, per il nostro stesso bene.
