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Stipendio, bonus, regalo

Perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.

Romani 6:23

Schiavitù e libertà, merito e grazia, lavoro e regalo. C’è davvero tutto in questo breve verso della lettera ai Romani. Paolo mette in evidenza soprattutto un grandissimo contrasto, una differenza radicale tra due modi di vivere il rapporto con Dio.

Con il peccato ci troviamo in una situazione simile a quella di un lavoro. Un lavoro che non si esaurisce mai, che richiede di essere continuamente portato avanti per ricevere ciò che si è guadagnato. Non esiste la possibilità di ricevere uno stipendio senza aver lavorato il mese precedente. Con il peccato vige la meritocrazia: ciascuno raccoglie ciò che ha seminato. Ogni peccato ha una conseguenza e anche quelle cose che agli occhi del mondo sembrano insignificanti – i desideri cattivi, la gelosia, l’odio, le piccole bugie – davanti a Dio fanno parte di quel sistema che conduce alla morte.

Un’altra caratteristica di questo sistema “salariale” è la schiavitù. Chi vive nel peccato scopre di non riuscire davvero a smettere. E purtroppo anche quei peccati che promettono libertà, soddisfazione e divertimento finiscono per rendere l’uomo sempre più dipendente, spingendolo a desiderarne ancora di più e accumulando sempre più giudizio davanti a Dio (Romani 6:16).

Poi c’è quel “ma” al centro della frase. Ci si aspetterebbe di leggere il salario di Dio, contrapposto a quello del peccato. Invece Paolo scrive: “il dono di Dio”. Ecco la differenza profonda del sistema della grazia.

Dio ha compiuto un gesto completamente fuori dagli schemi quando ha mandato Gesù. Cristo ha portato su di Sé il peso del peccato, compiendo in un solo atto ciò che nessun uomo avrebbe mai potuto completare con le proprie forze. Sulla croce è stato pagato il debito che ci separava da Lui, e ciò che sembrava una sconfitta è diventato il luogo della vittoria (Colossesi 2:14).

Da quella morte, e da quella pietra che tre giorni dopo fu trovata rotolata via, è uscito un regalo: la vita eterna. Nel lavoro si possono ricevere dei bonus per il proprio impegno e i propri risultati; qui, invece, riceviamo un premio basato sul lavoro di un altro: sull’obbedienza di Cristo. Dipende solo dalla grazia di Dio e viene ricevuto mediante la fede (Efesini 2:8-9).

Tuttavia, un regalo non si apre da solo: va preso e scartato per essere realmente tuo. Perciò non perdere questa opportunità. Non si tratta di smettere di combattere contro il peccato o di vivere senza curarsi delle conseguenze delle proprie azioni; ma di accettare ciò che Cristo ha già ottenuto e vivere di conseguenza.

Vivi fin da ora la vita eterna, il dono prezioso e costoso che Dio ha preparato per te. Non è il tuo stipendio, e nemmeno un premio per il tuo lavoro, eppure, se credi, è già tutto tuo.


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