Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna.
Giovanni 4:13-14
Un aspetto molto interessante della sete è che è un bisogno oggettivo, qualcosa che tutti, fisiologicamente, sperimentano. Ci sono desideri che alcuni hanno e altri no, bisogni secondari senza i quali si può comunque sopravvivere: la voglia di passare del tempo da soli o in compagnia, di ascoltare musica o restare in silenzio, di parlare o di ascoltare, di uscire o di rimanere a casa. La sete, invece, non si può ignorare; prima o poi affiora con forza, perché è un bisogno reale e imprescindibile.
Esiste però un’altra sete, oltre a quella fisica di acqua, di cui la Parola parla spesso: la sete di Dio, che risiede nell’anima. È una sete universale, proprio come quella del corpo, e riguarda tutti, anche chi non sa di averla. Nei salmi leggiamo frasi come “L’anima mia è assetata di Dio, del Dio vivente” (Salmo 42:2). Prima di conoscere Gesù, pensiamo di aver bisogno di varie cose per essere felici, come più soldi, una persona accanto, più amici, un lavoro gratificante e molto altro. Beviamo da varie fonti, mentre in realtà abbiamo sete di Dio.
È la stessa cosa che accade con la sete fisica: puoi bere vari tipi di bevande zuccherate, ma finché non bevi un bicchiere di acqua naturale fresca, la sete rimane. Così, la sete dell’anima può essere davvero placata soltanto da una Persona: Gesù Cristo.
Quando Gesù parlò alla donna samaritana presso il pozzo di Giacobbe, lei stava semplicemente attingendo acqua, come si era sempre fatto in quel luogo. Gesù prese quella situazione quotidiana per rivelare una verità profonda. L’acqua di quel pozzo, simbolo anche dell’antico patto e della legge, poteva rispondere a un bisogno momentaneo, ma non risolveva definitivamente il problema del peccato. Nel patto tra Dio e Israele, ogni caduta riportava l’uomo davanti alla necessità di espiare e pagare per comparire giusto davanti al Signore.
Ma l’acqua che Gesù è venuto a offrire è di un altro tipo: un’acqua sufficiente, viva, capace di dissetare in profondità. Dopo esserci pentiti e aver ricevuto il Suo sacrificio, non torniamo più sotto il peso delle opere per cercare di meritarci la salvezza, ma siamo salvati per grazia. Non è un caso che in un altro passo Gesù parli degli assetati di giustizia (Matteo 5:6), perché Lui stesso è la nostra giustizia. La sete di giustizia è la sete di Cristo, l’acqua fresca e potente che diventa in noi una sorgente, che scaturisce in vita eterna.
Non dare all’anima bevande che non possono dissetarla. Bevi piuttosto alla fonte migliore, affida la tua anima a Gesù e Lui saprà soddisfarla. Va’ con onestà, come fece la donna samaritana; presentati davanti a Lui così come sei, offrendo solo la tua sete, e adoralo bevendo l’acqua della vita che solo Lui può donarti.




