Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.
Matteo 6:19-21
In questo passo del Sermone sul Monte, Gesù dà esplicitamente due motivi per non farsi tesori sulla terra: anzitutto perché possiamo perderli, quando dice che la tignola e la ruggine consumano e che i ladri possono rubarli, e in secondo luogo per non avere il cuore nel posto sbagliato.
Il primo motivo riguarda il nostro stesso interesse. Non ha senso arricchirsi di qualcosa che può andare perduto da un momento all’altro; è un rischio che rende vano lo sforzo stesso di accumulare. Ad esempio, qualsiasi cosa tu custodisca gelosamente in casa può sparire a causa di un evento atmosferico o naturale, come un terremoto, un’alluvione o un incendio, oppure ti può essere sottratta se qualcuno riesce letteralmente a rubarla. Anche il tuo conto in banca può svuotarsi, se qualcuno riesce ad accedervi o per circostanze impreviste. E andando avanti, lo stesso si applica a tutto ciò che senti di avere: dalle persone alle cose della tua vita, il controllo non è nelle tue mani. Il libro di Giobbe è una potente illustrazione di questo insegnamento, perché in poco tempo lui perse tutti i suoi beni e tesori terreni.
Ma Dio si prende cura dei nostri interessi personali. Il Signore ha a cuore il nostro benessere, desidera che ci arricchiamo, sì, ma delle cose giuste, di ciò che davvero ci fa bene. Le ricchezze come le intende il mondo non solo non danno la vera felicità, ma rischiano di diventare un ostacolo per la nostra entrata nel Regno di Dio, come spiega Gesù quando afferma che è più facile per un cammello entrare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel Regno di Dio (Matteo 19:24).
Non è necessario avere un atteggiamento apertamente avaro per essere in pericolo; bastano le ricchezze stesse a comportare un rischio. Quando dipendiamo dagli averi, dimentichiamo di dipendere da Dio e perdiamo di vista la base della nostra salvezza, cioè la necessità di un Salvatore, il bisogno di Lui. Per questo è così importante non accumulare troppi tesori sulla terra.
Nella stessa direzione va il secondo motivo, quello del cuore. Se c’è una cosa di cui dobbiamo prenderci cura è il nostro cuore, perché da lì possono nascere cattive intenzioni e può diventare la fonte di ogni male (Proverbi 4:23). Gesù ti insegna che per custodire il tuo cuore devi orientarlo verso un altro tesoro, quello dei cieli. Anzi, il tesoro a cui pensi deve essere Dio stesso, non i Suoi doni, e nemmeno il paradiso. Il tuo premio deve essere il Signore, la Sua presenza, Lui e soltanto Lui.
Cerca di essere onesto con te stesso e guarda dov’è davvero il tuo cuore. Chiedi a Dio di renderti pronto a donare con generosità e di aiutarti a non attaccarti a ciò che possiedi, perché nulla diventi un idolo al posto del vero Tesoro. Questo non significa necessariamente vendere tutto o privarti di ciò che hai, ma riconsiderarlo interiormente come qualcosa che puoi anche non avere. Dio non ti vuole legato alle cose, e neanche povero, ma libero.
Trovare la gioia nel Signore come tuo tesoro, è il vero insegnamento di Cristo. Perché Lui ha a cuore la tua ricchezza spirituale e non vuole che qualcuno possa rubartela. E allora vivi seguendo Gesù, concentrato sul farti quei tesori in cielo, che saranno tuoi per sempre.
