…e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore; e non ci esporre alla tentazione.
Luca 11:4
Il Padre nostro è la preghiera per eccellenza, perché ce la insegna il Figlio stesso di Dio, Gesù Cristo, che meglio di chiunque altro sa come rivolgersi al Padre. Per questo, se ci sono dettagli preziosi da imparare sulla preghiera, sono sicuramente racchiusi in questo passo.
Gesù era senza peccato, ma si stava offrendo come Maestro in molte cose, e anche nella preghiera. Mette in chiaro che ogni volta che ci accostiamo al Padre dobbiamo chiederGli perdono, non perché dobbiamo essere ripetitivi, ma perché pecchiamo ogni giorno e quindi ci saranno sempre nuovi peccati da confessare.
I nostri pensieri, le nostre parole, le nostre opere e perfino le nostre mancanze ci tengono istintivamente lontani da Dio, e riconoscere questa condizione è la base per una preghiera sana e corretta davanti al Re dell’universo. È come la nostra introduzione, la nostra presentazione: “Ciao Dio, Tu sei Grande e Santo, io sono peccatore”. La vera base della conversazione che inizia con Lui.
Il perdono non deve essere solo qualcosa che chiediamo a Dio, ma una trasformazione interiore che ci rende capaci di perdonare gli altri. Lo stesso Gesù insegna che dobbiamo perdonare fino a settanta volte sette (Matteo 18:22), perché a noi stessi è stato molto perdonato. Vedere il perdono che Dio applica alla nostra vita è la base indispensabile per saper perdonare gli altri, perché solo chi non ha peccato può scagliare la prima pietra (Giovanni 8:7), e questo dimostra che nessuno è innocente. Per questo sii specifico quando chiedi perdono, descrivi i tuoi peccati davanti a Lui, sapendo che nonostante tutto ti ascolta.
Infine, se presti attenzione a questa parte della preghiera, scopri che Gesù ci invita anche a rispettare il peccato, in un certo senso a temerlo, a non essere spavaldi pensando di poterlo affrontare facilmente. Invece di pregare “aiutaci a superare la tentazione”, Gesù suggerisce di chiedere a Dio direttamente di non permettere le tentazioni, come a dire: “So già che una tentazione mi fa del male e rischio di non superarla, non voglio peccare, Ti prego proteggimi Tu”.
Prevenire il peccato, disinnescarlo evitando la tentazione stessa, è sempre stato al centro dell’insegnamento di Cristo, come quando parla di cavare l’occhio e tagliare la mano pur di non cadere nel peccato (Matteo 5:29-30). Devi agire prima che sia troppo tardi.
La mattina, prima di iniziare la giornata, ricordati di chiedere la protezione di Dio. ChiederGli di proteggerti fisicamente è qualcosa di molto comune e istintivo, come chiedere la salute, ma Gesù stesso, il tuo Maestro di preghiera, mette in cima alla lista delle richieste che dovresti rivolgere a Dio: “non mi esporre alla tentazione”.
Questo è il vero modo di amare te stesso, la tua anima, secondo Dio. Non buttarti nella giornata pensando di poter affrontare le tentazioni con le tue forze, perché quando una tentazione arriva spesso è già troppo tardi. Devi indossare l’armatura del cristiano (Efesini 6:11) e, se possibile, non entrare proprio in quella battaglia ostile.
Questa è la vera saggezza nella preghiera, la saggezza che viene direttamente dal Figlio di Dio.
