Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!
Matteo 7:11
Il rapporto che ognuno ha con il proprio padre terreno può essere molto diverso da persona a persona. Forse tuo padre è stato presente, affettuoso, uno di quelli che ha dato tempo, energie e risorse; magari ti ha anche incoraggiato e fatto sentire prezioso. E questo è un grande dono.
Ma può anche essere diverso. Magari tuo padre ha dovuto lavorare tanto e non ha avuto molto tempo da passare con te quando eri piccolo, oppure avrebbe potuto farlo e non lo ha fatto. Magari ha fatto del suo meglio ma non sempre ha saputo esprimere affetto o stima. Oppure hai sentito delle mancanze materiali, parole non dette, abbracci che non sono arrivati, e forse ancora oggi non riesci a perdonarlo per i suoi errori.
O forse la tua storia è ancora diversa: forse tuo padre non c’è più, magari lo hai perso quando eri piccolo. L’assenza di un padre può lasciare vuoti profondi e domande difficili nel cuore. Ma proprio in queste situazioni la Scrittura rivela cose straordinarie.
Qualunque sia stato o sia il tuo rapporto con tuo padre, breve o lungo, intenso o fragile, Dio ha qualcosa da dirti a riguardo. E anche se tu stesso ora sei padre, questa parola è una grande rivelazione per te. Gesù stesso, in questo versetto, mette a confronto i padri terreni con il Suo, il Padre che è nei cieli, e descrive un confronto sorprendente e quasi spiazzante.
Senza mezzi termini Gesù dice che i padri terreni sono cattivi. Può sembrare una frase dura, ma ci aiuta a capire qualcosa di importante: per lo standard divino tutti gli uomini sono mancanti e peccatori, e nessun padre riesce a essere totalmente buono (Romani 3:23).
Ma proprio questa affermazione così forte nasconde anche una grande liberazione, perché ci invita a guardare le cose da una prospettiva diversa. Il nostro Dio Padre è un Padre perfetto. Lui non è distratto, non è stanco, non è distante. Conosce tutto di te, ascolta il tuo cuore e sa perfettamente cosa è davvero il tuo bene (Salmo 139:1-3).
Se tu stesso hai dei figli, puoi anche realizzare che Lui è il Padre perfetto per loro, molto meglio di quanto tu potresti mai essere. Dove noi siamo limitati, Lui è infinito; dove noi sbagliamo e siamo mancanti, Lui rimane fedele e buono.
Se un padre umano, con tutti i suoi limiti, prova comunque a fare del bene ai propri figli, quanto più Dio desidera benedire, curare e riempire la tua vita. Ed è proprio questo il punto della frase di Gesù: possiamo avvicinarci con fiducia al Padre del cielo e chiedere. Se ciò che chiediamo è buono ed è nella Sua volontà, Lui ama donarlo ai Suoi figli. Il dono più grande di cui parlava Gesù è lo Spirito Santo, perché sapeva che il vero bene dell’uomo è la presenza di Dio nella sua vita.
Abbiamo davvero un Padre meraviglioso nei cieli. Per questo possiamo anche imparare a perdonare le mancanze di chi non è stato perfetto come Lui. Possiamo scegliere di amare gratuitamente, proprio come Cristo ha fatto con noi (Efesini 4:32).
E se senti che questo è difficile, puoi chiedere proprio a Dio di aiutarti. Lui è buono, ti darà la forza di superare i sentimenti più pesanti e di vedere la Sua grazia operare nella tua vita e nei tuoi rapporti umani, spesso oltre ogni tua immaginazione.





