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Esperto o credente?

Voi investigate le Scritture perché pensate di avere per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me; eppure non volete venire a me per avere la vita!

Giovanni 5:39-40

Quando seguiamo un cantante, un attore o uno sportivo, e ci appassioniamo non solo alle sue performance ma anche alla sua persona, spesso raccogliamo tantissime informazioni su di lui. Ci immergiamo talmente tanto nella sua carriera e in quello che si sa della sua vita personale, delle sue abitudini, che alla fine ci sembra quasi di conoscerlo personalmente.

Eppure, questo livello di conoscenza non è paragonabile a quello di un suo familiare, di un amico stretto, insomma, di qualcuno che abbia fatto parte davvero della sua vita. Qualcuno di cui il musicista, l’attore o lo sportivo in questione conosca il nome e con cui abbia un rapporto diretto.

Per quanto possa sembrare strano, la quantità di tempo che passi nelle Scritture – o persino la conoscenza che ne hai – non ti assicura al 100% di avere una relazione personale con Dio.

In questo passo, vediamo come Gesù stesso, parlando ai leader religiosi ebrei, ai farisei e ai dottori della legge, riconosca l’enorme conoscenza che questi avevano delle Scritture e gli sforzi che facevano per investigarle. Ma, allo stesso tempo, li accusa di non vedere la verità: di non riconoscere il Messia che avevano davanti.

Le Scritture sono sicuramente il modo più diretto che abbiamo di ascoltare la voce di Dio e conoscerlo (2 Timoteo 3:16-17). Ma è importante notare che anche il diavolo conosce bene la Bibbia (Matteo 4:1-11), eppure è contro Dio.

Più della conoscenza teorica della Bibbia, quello che Dio guarda con attenzione è la risposta che dai a quelle informazioni. Puoi sapere che Gesù era un profeta, in che epoca visse sulla terra, che lavoro faceva e cosa dicevano gli altri su di lui. Ma, in fondo, Gesù chiese esplicitamente a Pietro: “Tu, chi dici che io sia?” (Matteo 16:15).

La risposta a questa domanda è per tutti il bivio tra l’eternità con Dio e l’eternità senza Dio. Perché il Signore ha dimostrato chiaramente che da soli non possiamo salvarci. Solo se crediamo che Gesù è il Figlio di Dio, che è morto pagando per i nostri peccati, che è la via, la verità e la vita (Giovanni 14:6), e lo accettiamo come Salvatore personale, allora siamo veramente figli suoi (Giovanni 1:12).

Raccogli l’invito di Gesù in questo versetto e condividilo con gli altri: vai di persona a Lui per ottenere la vita.