Così Dio, volendo mostrare con maggiore evidenza agli eredi della promessa l’immutabilità del suo proposito, intervenne con un giuramento, affinché mediante due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, troviamo una potente consolazione, noi, che abbiamo cercato il nostro rifugio nell’afferrare saldamente la speranza che ci era messa davanti.
Ebrei 6:17-18
Nei versetti precedenti, nel capitolo 6 della Lettera agli Ebrei, leggiamo che Dio fece una promessa ad Abramo, e poi giurò per se stesso, non potendo giurare per qualcuno più grande di Lui.
La promessa e il giuramento sono due atti immutabili, due grandi certezze che il Signore ha voluto dare al Suo popolo affinché credesse in Lui e nel Suo piano. Non era tenuto a farlo, ma l’ha fatto. E non era tenuto nemmeno a lasciarci questa testimonianza per iscritto, eppure ha voluto farlo. Perché il Dio della Bibbia è un Dio relazionale, che si interessa all’uomo, che ci parla ogni giorno e desidera renderci parte del Suo Regno (Giovanni 1:12).
In questa occasione, come in tante altre, Dio è sceso al nostro livello per parlare il nostro linguaggio. Il giuramento, infatti, era nell’antichità un atto solenne, che dava certezza e sicurezza a chi lo riceveva. Allo stesso modo, Dio ha confermato la Sua promessa con un giuramento, e l’ha compiuta pienamente in Gesù.
Cristo è venuto sulla terra, ha insegnato, è morto ed è risorto per i nostri peccati. Non era obbligato a entrare in un corpo umano e a sopportare la croce, ma l’ha fatto per amore (Filippesi 2:6-8). Pensando a Lui, alle promesse adempiute, al giuramento di un Dio fedele, e a tutte le profezie che si compiranno quando Egli tornerà, afferrati saldamente alla speranza che ti dà il Signore.
Se confessi il tuo peccato e credi in Gesù con tutto il cuore e la mente, Lui ti terrà con sé per l’eternità. Te l’ha promesso e te l’ha giurato.
