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Umanamente inconcepibile

Trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome.

Filippesi 2:8-9

Realizzare pienamente ciò che Cristo ha fatto scendendo sulla terra, da dentro la nostra mente umana, è probabilmente impossibile. Quando pensiamo a Gesù, pensiamo immediatamente alla croce. Ma prima del suo immenso sacrificio mortale, prima di offrire la sua vita morendo, Gesù aveva già sacrificato la sua divinità, anche se solo per un tempo.

Infatti, in questo versetto, la cosa più eclatante che viene detta è all’inizio: Gesù si fece trovare esteriormente come un uomo. Non erano le sue vesti abituali. Nessuno in cielo l’aveva mai visto così prima. Il Figlio di Dio non era abituato ad essere contenuto in un corpo umano, soggetto a fatiche, tentazioni, ingiustizie. Anzi, Egli appartiene al cielo e, in questo preciso momento, la Bibbia ci dice che siede sul trono alla destra del Padre (Ebrei 1:3).

Al giorno d’oggi, quando una persona rinuncia al suo lavoro, a dei soldi, ad una condizione speciale o a qualsiasi cosa di valore per amore di un altro, la consideriamo molto generosa. Ma rinunciare in parte alla posizione di Dio infinito per entrare in un corpo finito supera qualsiasi livello, anche se Cristo rimase in ogni momento Dio e uomo contemporaneamente (Colossesi 2:9).

La grandezza di Gesù è anche questa: non solo predicava agli uomini che gli ultimi saranno i primi (Matteo 20:16), ma incarnava Egli stesso il massimo esempio di umiltà. Basti pensare a quando lavò i piedi ai suoi discepoli per insegnare loro a fare lo stesso (Giovanni 13:14-15). Era umile, mansueto, gentile, in ogni occasione che ebbe durante i suoi 33 anni sulla terra.

La sua ubbidienza, poi, fu totale, dalla venuta sulla Terra fino alla morte di croce. Non fece della sua condizione divina un motivo per vantarsi o per imporsi sugli uomini, ma piuttosto visse il mandato che il Padre gli diede con un amore straordinario. Un amore che la nostra mente umana non potrà mai completamente concepire, almeno non finché non lo incontreremo un giorno di persona e vedremo tutta la sua gloria.

Ma se puoi intuire, se intravedi la straordinaria umiltà di Cristo — prima nel farsi uomo, abbassandosi al tuo livello, poi nel raggiungere il tuo cuore, nel parlarti con parabole ed esempi umani, nel fare miracoli nella vita degli altri e nella tua — allora unisciti a ciò che Dio stesso fa in questo versetto: innalzalo, con la tua lode.
Riconosci questo Nome che è al di sopra di ogni nome e fanne il tuo orgoglio, il tuo esempio.

Se Gesù si è comportato così, e se Lui conosce la fine di tutto — il finale della storia, la fine del male e la vita eterna — allora puoi fidarti. Se dopo quest’umiliazione è risuscitato, dimostrando a chi lo scherniva che era veramente il Figlio di Dio, allora puoi fidarti. Lasciati ispirare dalla sua umiltà, per vivere nel suo Nome una vita di ubbidienza al Padre.