Poiché tu hai detto: «O Signore, tu sei il mio rifugio», e hai fatto dell’Altissimo il tuo riparo, nessun male potrà colpirti, né piaga alcuna si accosterà alla tua tenda.
Salmo 91:9-10
Il Salmo 91, e più in generale la vita di Davide, si collocano in un contesto di continua esposizione al pericolo e alla guerra. Il regno di Davide era costantemente minacciato dai popoli vicini, in particolare dai Filistei, e lui stesso si trovò più volte a rischio della vita, inseguito dai suoi nemici e perseguitato da Saul. In questo scenario il Salmo emerge come una preghiera di rifugio e di protezione proprio di fronte a quei pericoli che sembrano attentare alla vita stessa (1 Samuele 23:14-15).
Quando però proviamo a fare nostro questo Salmo e a viverlo come una preghiera personale, dobbiamo chiederci da dove provenga la protezione di cui parla e quale sia il suo fondamento. È qui che il versetto 9 rappresenta un vero punto di svolta. Inizia infatti con un “poiché”, introducendo la ragione e la base solida su cui poggiano tutte le promesse precedenti. La protezione non appare come qualcosa di automatico o di magico, ma come la conseguenza di una scelta precisa e di una relazione vissuta.
L’azione decisiva per Davide sembra essere proprio dire una frase: «Signore, Tu sei il mio rifugio». È un atto pronunciato con la bocca, ma che nasce dalla mente e dal cuore. Non si tratta di una formula, bensì dell’espressione di una fiducia reale che porta a fare dell’Altissimo la propria dimora. E questa fiducia dichiarata e vissuta apre la strada a tutte le promesse di custodia e di protezione contenute nel Salmo.
C’è anche un’immagine molto suggestiva in queste parole. Se il nostro rifugio è l’Altissimo, allora non esiste nulla che possa trovarsi al di sopra di Lui. Se il Signore è il nostro riparo, è anche il tetto più alto che si possa avere. Non esistono minacce che possano sorprenderLo o superare la Sua autorità. Questo non significa che il credente non attraverserà prove o difficoltà, ma che nessuna di esse sarà fuori dal controllo di Dio e dalla Sua capacità di custodire quelli che confidano in Lui.
Ecco allora una delle verità più semplici e al tempo stesso più potenti del Salmo: ciò che può trasformare la tua vita e allontanare il male dalla tua tenda è ciò che esce dalla tua bocca quando nasce dalla fede. Dire a Dio che Egli è il Signore, invocarLo e rifugiarsi in Lui non è un gesto insignificante. Nella Bibbia, la dichiarazione della fede è spesso un vero atto di battaglia spirituale.
Paolo scrive infatti che «se con la tua bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il tuo cuore che Dio Lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato» (Romani 10:9).
Per questo, proclamare nella fede non è soltanto parlare: è come impugnare uno scudo, è come mettersi al riparo sotto un tetto inespugnabile. Fa’ del Signore il tuo rifugio; dichiaralo, invocalo, chiamalo. Lui veglia sui Suoi figli e comanda ai Suoi angeli di custodirli lungo il cammino. Se abiti al riparo dell’Altissimo puoi attraversare le tempeste della vita con la certezza di rimanere al sicuro.





