E di essere trovato in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede.
Filippesi 3:9
Quando ci incontriamo per una cena a casa di amici, generalmente cerchiamo di portare qualcosa. Ad esempio, qualcuno porta le bibite, qualcun altro il dolce, e chi ospita prepara le portate principali. Alla fine, tutti bevono, mangiano la cena e il dolce, perché tutto fa parte dell’evento e diventa di tutti. Ma questo non cancella il fatto che ognuno ha portato originariamente qualcosa.
Nella nostra relazione con Dio, però, se avessimo una cena insieme, c’è una pietanza che può portare solo Gesù: la giustizia. Se fossimo incaricati di portarla noi, ci presenteremmo inevitabilmente a mani vuote.
In questo versetto Paolo riconosce di non poter mai ottenere, costruire o offrire giustizia da solo, perché ha fallito in ogni punto della legge. La sua fiducia, la sua speranza, quando pensa al suo incontro con Dio, è nell’essere trovato in Cristo. Perché se Dio lo trova in Cristo, allora c’è una giustizia che lo copre, che lo protegge.
La giustizia senza Cristo non lascia scampo ai peccatori, perché siamo mancanti in tutto. Ma la giustizia di Cristo, ricevuta mediante la fede, ci mette nella condizione giusta. Ci pone in una posizione compatibile con la santità di Dio, perché il prezzo è stato già pagato, proprio da Gesù (Romani 3:21-22). Con le nostre forze, con il nostro impegno, con la fiducia in noi stessi, non potremo mai costruire alcuna giustizia (Isaia 64:6).
Fai come Paolo: desidera e spera di essere trovato in lui, con la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede in Gesù. Non pensare di poter farcela da solo. Affidati, senza vergogna, all’aiuto fondamentale di Cristo. E così gusterai la relazione più bella: quella con Dio Padre, cenando con lui, nella sua casa.
