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Tempo sprecato

Costoro prelevano l’oro dalla loro borsa, pesano l’argento nella bilancia, pagano un orefice perché ne faccia un dio per prostrarglisi davanti, per adorarlo. Se lo caricano sulle spalle, lo trasportano, lo mettono sul suo piedistallo; esso sta in piedi e non si muove dal suo posto; benché uno gridi a lui, esso non risponde né lo salva dalla sua afflizione.

Isaia 46:6-7

Dio e gli altri, Dio e gli dèi, Dio e gli idoli. La storia d’amore tra Dio e l’uomo è costantemente minacciata dal tradimento. Fin dall’inizio il Signore ha chiarito questo punto in modo inequivocabile: sul monte Sinai lo disse tra i primi comandamenti a Mosè, chiedendo al Suo popolo di non avere altri dèi, di non farsi idoli e di non prostrarsi davanti a essi (Esodo 20:3-5).

In questo passo profetico, Isaia descrive il processo dettagliato con cui l’uomo costruisce i suoi idoli: si prende l’oro dalla borsa, si pesa l’argento, si paga un orefice, si realizza una statua, la si solleva sulle spalle, la si trasporta e la si colloca su un piedistallo. È una scena piena di lavoro, di attenzione e di impegno umano. Eppure, alla fine, quell’idolo rimane inutile: non si muove, non parla, non salva.

Queste parole sono sorprendentemente attuali. Guardando certe processioni o celebrazioni dedicate ai patroni delle città, ai santi del passato o ad altre figure religiose, si vede quanto impegno, denaro e tempo vengano investiti per preparare le statue, adornarle e portarle in alto. Tuttavia il Signore ha sempre chiesto l’opposto: è Lui che deve stare in alto nella nostra adorazione e nel nostro cuore.

La Parola di Dio è molto chiara su questo punto. Non solo l’adorazione spetta esclusivamente a Dio, ma anche la nostra attenzione più profonda deve essere rivolta a Lui. Lo disse anche Gesù quando fu tentato dal diavolo nel deserto: “Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto.” (Matteo 4:10).

Questo non significa che non possiamo apprezzare o ammirare altri credenti del passato. Possiamo guardare alle loro vite, prendere esempio, lasciarci ispirare dalla loro fede. Ma non ha senso trasformarli in idoli o dedicare più tempo a studiare le loro storie che la Parola di Dio stessa.

Questo principio vale anche in altri ambiti della vita. Possiamo essere appassionati di un cantante, stimare una persona di successo, ammirare uno sportivo o condividere alcune idee di qualcuno che consideriamo un modello. Possiamo riconoscere le loro qualità e imparare qualcosa da loro. Ma non dobbiamo elevare nessuno a modello principale della nostra vita, perché quel posto appartiene solo a Gesù. Cristo è l’unico degno di occupare il centro. In Lui si trova la pienezza della divinità e tutte le qualità più pure e perfette (Colossesi 2:9).

Pensa alle cose o alle persone per cui ti impegni molto e che magari rischiano di prendere il posto di Dio. In fondo è sempre una questione di cuore. Il tempo investito nel costruirti un idolo, metaforicamente o praticamente, è tutto tempo sprecato. L’idolo rimane fermo e incapace di fare qualsiasi cosa per te. Ricordati di usare il tuo tempo per conoscere di più il Signore, per ascoltare la Sua Parola, per dare a Lui la tua concentrazione. Gli idoli non portano da nessuna parte; anzi, spesso sviano e confondono. Gesù invece conduce al Padre e alla vita eterna.

Non c’è bisogno di cercare altrove ciò che solo Lui può dare. Hai un Dio sufficiente, abbondante, e geloso, che non desidera soltanto una parte della tua vita, ma ti chiede tutto il tuo cuore, tutta la tua mente e tutta la tua anima.