Signore, poni una guardia davanti alla mia bocca, sorveglia l’uscio delle mie labbra. Non inclinare il mio cuore ad alcuna cosa malvagia, per commettere azioni malvagie con i malfattori, e fa’ che io non mangi delle loro delizie.
Salmo 141:3-4
Comportarsi secondo la volontà di Dio non è qualcosa che possiamo sperare di fare affidandoci alle nostre qualità o alla nostra forza. Al contrario, la Bibbia dice chiaramente che siamo naturalmente inclini al peccato e che, lasciati a noi stessi, tendiamo a seguire strade lontane da ciò che il Signore desidera per noi (Romani 3:10-12).
Se ci basiamo sul nostro istinto, siamo quasi sempre portati a scegliere il male. Non si tratta necessariamente di azioni eclatanti come uccidere o rubare, ma di ciò che nasce nella nostra mente e spesso arriva fino alle nostre parole. Pensieri impuri, giudizi, rabbia, invidia, orgoglio o parole dette senza amore possono ferire profondamente. Il salmista è così consapevole di questa realtà da chiedere a Dio di mettere una guardia davanti alla sua bocca, non per proteggere sé stesso dagli altri, ma per proteggere gli altri dal proprio peccato.
Questa umiltà è la chiave della vittoria spirituale. Pregare Dio chiedendoGli di proteggerci dalle tentazioni, di fermare ogni pensiero cattivo o ogni espressione che possa fare del male, è l’atteggiamento di chi ha compreso davvero cosa significhi vivere la fede. Riconoscere la propria debolezza non è un segno di sconfitta, ma l’inizio di una vita guidata dalla grazia di Dio. Le guardie di solito si mettono davanti alla propria casa, ma l’immensa saggezza della Bibbia ti fa spostare l’attenzione sugli altri.
Gesù stesso, nel Padre Nostro, ci insegna a pregare affinché Dio ci preservi dalla tentazione e ci liberi dal male (Matteo 6:13). Questo significa che il credente non combatte da solo: ogni giorno ha bisogno della presenza, della forza e della guida del Signore, per non peccare.
Seguire Gesù parte anzitutto dal desiderio sincero di farlo. E quando desideri davvero qualcosa, sei disposto anche a disciplinare te stesso, proprio come insegna Paolo parlando dell’atleta che si allena con costanza per ottenere la vittoria (1 Corinzi 9:25-27). La vita cristiana richiede impegno, vigilanza e perseveranza, ma non è mai una battaglia da affrontare con le sole forze umane.
Questa preghiera che sembra altruista è in fondo fatta proprio per chi la prega, perché peccare è il danno più grande che tu possa fare a te stesso. Non lottare da solo nelle tentazioni della vita. Chiedi a Dio di sorvegliare le tue parole, di custodire il tuo cuore, di proteggerti dalle cose malvagie e persino dal partecipare ad esse. Camminare con Dio significa proprio questo: vivere con Lui presente nella propria vita, non escluso ma invitato ogni giorno, ricercato con sincerità affinché possa guidarti in ogni scelta.
