Oggi

Bibbia

Prega

Versi

Set
Vai al contenuto

L’inizio di tutto

Il principio della saggezza è il timore del Signore, e conoscere il Santo è l’intelligenza.

Proverbi 9:10

Una delle frasi più ricorrenti nella Parola di Dio, scritta in varie forme e in vari contesti, è: “non temere”. La fede, infatti, ci dona la vittoria su tutte le nostre paure: la paura di morire, la paura di non essere perdonati, la paura di vivere senza uno scopo, la paura di non essere abbastanza, e tante altre. Ma c’è un timore, diverso dalla paura, che il Signore ci invita ad avere sempre: il timore di Lui.

Sembra una contraddizione, pensando ad un Padre che vuole accoglierci e farci sentire al sicuro. Ma come esseri umani, non nasciamo automaticamente saggi; anzi, abbiamo davanti una strada in salita. E quando, a un certo punto, iniziamo a interrogarci sulla morte, sul destino del mondo e sulla nostra debolezza, nasce in noi il timore di Dio, ovvero un rispetto profondo verso l’Essere più potente e più grande di tutti, Colui che ha in mano la nostra vita e può farne ciò che vuole.

Ed è proprio questo timore, la consapevolezza che i nostri giorni possono finire da un momento all’altro e che non possiamo evitare gli eventi negativi, ad avviare in noi quel percorso di saggezza. Perché poi, conoscendoLo sempre di più, iniziamo ad apprezzare i Suoi comandamenti, a riconoscere la Sua Santità, e a seguirLo non più soltanto per paura dell’inferno, ma soprattutto per amore verso Cristo (1 Giovanni 4:18).

Il Signore sa tutto questo e ci indica la via per iniziare. Come un neonato non può comprendere il padre quando gli spiega che è pericoloso stare vicino a un forno, così anche noi, all’inizio, siamo spiritualmente immaturi e incapaci di capire i comandamenti di Dio. Il neonato sentirà il padre urlare quando si avvicina, lo temerà, e quello spavento lo proteggerà dal male, poi da grande capirà e si comporterà diversamente con consapevolezza. Ma in quel momento inizierà ad essere saggio. Allo stesso modo, temere Dio è la base necessaria per la nostra fede.

In tutte le Scritture, chi si avvicinava a Dio ne usciva profondamente scosso: Mosè tremò davanti al roveto ardente, Isaia gridò davanti alla Sua gloria, e Daniele rimase senza forze davanti alle visioni. Questo perché Dio è tanto buono quanto pericoloso, un essere infinitamente al di sopra delle nostre forze.

Ma tutto ciò si intreccia profondamente con la fede in Gesù. Perché senza Cristo c’è soltanto il terrore di un giudizio inesorabile per i nostri peccati; mentre con Lui diventiamo figli che crescono in saggezza, adoperandoci al compimento di quella salvezza con timore e tremore (Filippesi 2:12).

Temere Dio è l’inizio di tutto, il centro della tua gioia personale, perché porta con sé ogni bene possibile. La saggezza che ti da Lui continuerà a svilupparsi sempre di più, perché conoscere il Santo è la vera intelligenza. Non c’è nulla di più intelligente che conoscere Dio e credere nel Suo piano di salvezza. Allo stesso modo, non ci sarebbe nulla di più stupido che ignorarLo, perché abbiamo tutti un’eternità da vivere, e vale la pena trascorrerla nel posto giusto, cioè alla Sua presenza, non lontano da Lui.

Sii saggio, temi il Signore. Sii intelligente, conosciLo sempre di più.