Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza, quando verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che hanno creduto, perché la nostra testimonianza in mezzo a voi è stata creduta.
2 Tessalonicesi 1:9-10
Nel mondo si utilizza spesso l’espulsione per escludere una persona che, a causa dei suoi errori o del suo comportamento, non può continuare a restare in un certo contesto. Un giocatore che viene espulso durante una partita non può più rientrare in campo, anche se lo desiderasse.
Qualcuno che viene allontanato da un locale può provare a rientrare, ma il buttafuori lo terrà lontano. Un ragazzo sospeso da scuola non può partecipare alle lezioni. In molti ambiti della vita l’allontanamento è una misura severa, ma a volte necessaria, che di solito arriva dopo diversi avvertimenti e opportunità di cambiare.
Anche il Regno di Dio, in un certo senso, segue un principio simile. È una realtà meravigliosa e aperta, ma non tutti vi entreranno. La Scrittura insegna che verrà un giorno in cui alcuni vorranno entrare, ma sarà troppo tardi. Non perché Dio non abbia dato possibilità, ma perché durante la vita hanno rifiutato la Sua grazia e la salvezza offerta in Cristo (Luca 13:24-25).
In quel giorno Gesù, il Signore, verrà per altri: per i Suoi santi, per coloro nei quali Egli sarà glorificato. I Suoi santi non sono persone particolarmente meritevoli o perfette. Sono semplicemente uomini e donne che hanno riconosciuto di avere bisogno di Cristo e, mentre erano in vita, hanno sottomesso la loro esistenza a Lui. La parola “santi”, nella Bibbia, indica proprio questo: persone messe da parte, consacrate a Dio.
Sapere che chi oggi non crede un giorno crederà comunque, e desidererà entrare nella Sua presenza, è qualcosa che dovrebbe far riflettere profondamente. La Scrittura mostra che arriverà un momento in cui ogni ginocchio si piegherà davanti a Cristo (Filippesi 2:10-11).
Se tu oggi conosci questo finale della storia, hai anche una responsabilità. Sei chiamato ad avvertire le persone intorno a te, con amore. Non sarebbe un gesto d’amore tacere, solo per paura di sembrare strano o esagerato. Amare significa anche dire la verità, con rispetto e compassione.
Prega per loro. Finché sei in vita, sii una luce che possa indicare la strada verso Cristo. Fallo con la stessa dolcezza e umiltà con cui Lui si avvicinava alle persone, senza condannare ma invitando alla salvezza.
E custodisci con gratitudine la tua posizione di credente, santo, persona messa da parte. Non perché tu sia perfetto, ma perché sei stato lavato e santificato dal Suo sacrificio (1 Corinzi 6:11). Questa è la grazia straordinaria che Dio dona: essere accolti nella Sua presenza non per i nostri meriti, ma perché il sangue di Cristo ci purifica e ci prepara per quel giorno glorioso, quando vedremo da vicino la gloria della Sua potenza.
