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Attento a quel nome

Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano; perché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.

Esodo 20:7

I comandamenti furono dati da Dio a Mosè per il popolo di Israele subito dopo la liberazione dall’Egitto. Il Signore aveva già salvato il popolo per grazia, e queste regole furono date proprio per vivere in armonia con Dio da quel momento in avanti, per il loro stesso bene.

Nonostante siano dieci regole molto famose, e molti, anche non credenti, pensino di conoscerle, spesso sono state fraintese e trasformate. Ma in un campo così sacro è importante lasciarci insegnare dal testo biblico direttamente quali siano i Dieci Comandamenti.

Questo comandamento, quello di non pronunciare il nome di Dio invano, è decisamente molto ignorato nel mondo. Gli ebrei, per profondo rispetto e timore reverenziale verso la santità del nome divino, non Lo pronunciavano ad alta voce. Quando durante la lettura della Scrittura si arrivava a Yahweh, invece di leggerlo, si diceva “Adonai”, che significa “Signore”, oppure più tardi “HaShem”, cioè “Il Nome”.

Il fatto che Dio si sia avvicinato a noi e che con Gesù la cortina del tempio si sia spezzata (Matteo 27:51), rimuovendo quella separazione e dandoci un accesso continuo al Padre, il fatto che possiamo sempre pregare in qualsiasi luogo e con parole semplici e vestiti semplici, non toglie però la santità e la sacralità di Dio.

Questo comandamento ci dice chiaramente che non possiamo e non dobbiamo pronunciare il Suo nome con leggerezza o per motivi futili. Allo stesso modo in cui non chiamiamo la polizia o l’ambulanza quando non siamo veramente in situazioni di pericolo, oppure con leggerezza, per fare uno scherzo, così non dobbiamo pronunciare il nome di Dio invano.

Ovviamente le bestemmie, gli insulti al nome di Dio, che purtroppo sono all’ordine del giorno e si sentono ormai anche in molti film con leggerezza, sono una cosa orrenda. Ma anche pronunciare il nome di Dio quando non ce n’è bisogno è peccato. Quando cade un oggetto e la gente dice “oh Dio”, oppure quando accade una cosa fastidiosa o indesiderata in un gioco o in uno sport e si dice “Cristo”, è un peccato serio, molto serio, davanti al Signore.

Vai in profondità in questo comandamento, come per tutti gli altri. Il punto è dare a Dio l’onore che Gli spetta e non trattarLo come una parola qualunque. Il nome di Cristo è al di sopra di tutti i nomi, e ci è stato dato per invocarLo ed essere salvati, per pregare, per adorarLo (Filippesi 2:9-10). Usalo sempre con cautela ed abbi un linguaggio che ispiri anche gli altri intorno a te a rispettare il nome del Signore con timore e tremore (Salmo 111:9).