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Comprensione, empatia, umiltà

Benedite quelli che vi perseguitano. Benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono. Abbiate tra di voi un medesimo sentimento. Non aspirate alle cose alte, ma lasciatevi attrarre dalle umili. Non vi stimate saggi da voi stessi.

Romani 12:14-16

Queste parole di Paolo trasmettono un senso di amore gratuito, totale e incondizionato per il prossimo. Ciascuno degli inviti contenuti in questi versetti è seriamente difficile da mettere in pratica ed è volto a mettere gli altri al primo posto, prima di noi stessi. Soffermati su ciascuno di essi.

Benedire chi ti perseguita, chi in qualche modo è contro di te, o anche soltanto chi non condivide il tuo pensiero, invece di maledirlo o parlarne male, è qualcosa di straordinario. Nella nostra natura è impresso il principio di “occhio per occhio e dente per dente”, e l’istinto ci porta a reagire a qualsiasi torto subito offendendo, se non con i gesti, almeno con le parole o con i pensieri. Ma la Bibbia dice che benedire quelli con cui andiamo d’accordo non è nulla di speciale: lo sanno fare tutti (Matteo 5:46-47). Accogli dunque questa sfida, chiedendo a Dio di cambiare il modo in cui vedi gli altri, imparando a guardarli come li vede Lui: umani, fragili, ma amati.

In secondo luogo, questa Scrittura ti invita ad avere compassione ed empatia. Essere veramente interessato a una persona ti porterà a soffrire se quella persona soffre e a gioire sinceramente quando qualcosa le va bene. Gli istinti naturali, invece, ci spingono all’indifferenza davanti alla tristezza e all’invidia davanti alla felicità altrui. Ma se credi in Dio, sei chiamato a un comportamento diverso, speciale, di questo tipo.

Infine, l’umiltà. Questa è veramente la chiave per far salire gli altri nella classifica delle persone più importanti, perché fa scendere te. Ti abbassa, ti mette nella posizione giusta per interessarti sinceramente agli altri senza sentirti superiore. L’umiltà non è debolezza, ma forza sotto controllo, perché solo chi è veramente saldo può scegliere di mettersi al servizio.

E se consideri tutte queste cose, ti accorgi che c’è una sola persona che le insegna in modo impeccabile, ed è la vera guida da ricercare: Gesù. Cristo infatti ha subito molte persecuzioni e non ha mai maledetto chi lo maltrattava, ma pregava per loro (Luca 23:34). Si rallegrava dei successi e delle gioie delle persone che amava (Giovanni 2:1-11) e sapeva piangere con chi piangeva (Giovanni 11:35). Era umile e mansueto verso gli altri, ed umiliò se stesso fino alla croce, pur essendo Dio (Filippesi 2:6-8).

E allora studia Gesù, i suoi pensieri, le sue parole, il suo modo di amare. Osservalo per assorbire il suo modo di essere. Solo imitando Lui potrai riuscire a comportarti in un modo così speciale come descritto in questi versi.