A chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che furono disubbidienti? Infatti vediamo che non vi poterono entrare a causa della loro incredulità.
Ebrei 3:18-19
Quando pensiamo alla disobbedienza, ciò che ci viene subito in mente è il rapporto tra genitore e figlio. Un genitore stabilisce delle regole per il bene del figlio, e la disobbedienza avviene quando il figlio non le rispetta. Se gli viene detto di non fare qualcosa e lo fa, oppure se gli viene detto di fare qualcosa e non lo fa, disubbidisce.
A volte un figlio giustifica la propria disobbedienza perché considera quelle regole troppo dure o perché non le condivide. Altre volte si disubbidisce semplicemente per distrazione, dimenticando ciò che il genitore aveva chiesto.
La disobbedienza è un elemento centrale anche nel rapporto tra Dio e gli uomini, dall’inizio alla fine della Bibbia. Tutto comincia proprio con una disobbedienza, quando Dio dice ad Adamo ed Eva di non mangiare il frutto dell’albero e loro lo fanno. In quel momento non viene infranta solo una regola: viene intaccata l’intera fiducia di quel rapporto (Genesi 3:6).
La storia continua così per tutta la Scrittura: Dio esorta, insegna e richiama l’uomo alle Sue regole, pensate per il suo bene, e l’uomo continua a disubbidire. Anche dopo l’uscita dall’Egitto il popolo d’Israele ebbe paura e rifiutò di entrare nella terra promessa, dimostrando la sua incredulità (Numeri 14:11). Ma il Signore continuò a perdonare, evitando punizioni giuste e offrendo sempre una via di ritorno. Il centro del Suo messaggio non sono mai stati i comandamenti, ma la grazia, che culmina con la croce di Gesù Cristo: per essere salvato, devi credere in Lui come tuo Salvatore.
L’obbedienza fondamentale richiesta da Dio per vivere con Lui è dunque la fede (Giovanni 6:29). Per questo l’unica grande, profonda e vera disobbedienza è proprio l’incredulità. Credere in Lui significa fidarsi della Sua parola e accogliere il sacrificio perfetto di Cristo. Non credere, invece, significa rifiutare quell’unica via che Dio ha aperto per te.
La fede porta con sé tutto l’atteggiamento necessario per vivere i comandamenti. Chi crede davvero in Cristo desidera automaticamente amare Dio con tutto il cuore e amare il prossimo come se stesso. Anche il peccato di Adamo ed Eva fu l’incredulità, dubitando che la regola di Dio riguardo quell’albero fosse giusta e mirata al loro bene.
La fede è quindi il centro dell’obbedienza, e l’incredulità è la concreta manifestazione della disobbedienza. Ricordati che Dio può perdonare qualsiasi peccato, tranne la tua incredulità, perché non ci sono altri modi per ubbidirgli (Giovanni 16:9). Le regole della casa di Dio sono semplici. In fondo ce n’è solo una, e Cristo ha detto che il Suo giogo è dolce e il Suo peso è leggero (Matteo 11:30). Non disubbidire a Dio, non dubitare, ma credi, e sarai tra quelli che entreranno nel Suo riposo.




