Ma Dio libera l’afflitto mediante l’afflizione e gli apre gli orecchi mediante la sventura.
Giobbe 36:15
L’intero libro di Giobbe è un viaggio profondo nella sofferenza e in tutte le domande che l’uomo può avere al riguardo. Una delle più comuni, quando ci accade qualcosa di brutto, è: “Cosa ho fatto di male per meritare questo?”. Giobbe, in pochi giorni, perse tutto ciò che aveva di più caro: i suoi figli, il suo lavoro, la sua salute. Grazie alla nostra prospettiva, leggendo questo libro prezioso fin dall’inizio sappiamo cosa stava succedendo dietro le quinte: Satana aveva sfidato Dio, dicendo che Giobbe lo amava solo perché aveva tutto, perché era innamorato dei suoi beni e non di Dio stesso. Allora il Signore gli permise di metterlo alla prova per dimostrare che, invece, Giobbe lo amava veramente.
Ovviamente questo non è ciò che succede sempre quando qualcosa di brutto ci colpisce o quando attraversiamo un periodo difficile. Noi non abbiamo accesso a una spiegazione diretta, non esiste un libro con la nostra storia in cui possiamo sbirciare per capire perché ci sta accadendo ciò che stiamo vivendo. Ma una cosa è certa: quella domanda istintiva che l’uomo si pone, cioè “Cosa ho fatto per meritarlo?”, non ha alcun senso.
È importante che mediti su questo con la Bibbia davanti agli occhi e che non inganni te stesso. Hai fatto, fai e farai molte cose per meritare il giudizio di Dio, perché siamo tutti peccatori nei pensieri, nelle parole, nelle azioni e nelle omissioni. Anche solo quando potresti fare il bene e non lo fai, sei colpevole davanti a Lui (Giacomo 4:17). Ma Dio non punisce due volte. Ha già punito Cristo sulla croce per i tuoi peccati, e quella punizione è stata pienamente sufficiente per i tuoi errori. Non lo farà di nuovo infliggendoti perdite, malattie o situazioni difficili nella vita terrena.
Questo deve essere chiaro, limpido, una certezza profonda nel tuo cuore e nella tua mente, se vuoi avere una relazione vera con Dio e non basata su una bugia del diavolo. Niente di ciò che di brutto ti è accaduto o ti accadrà in futuro sarà mai una punizione da parte di Dio. Non puoi fare nulla per causare, in questa vita, eventi negativi o positivi come punizione o premio da parte Sua (Romani 8:1).
Una volta compreso questo, puoi iniziare a porti una domanda più biblica: perché la sofferenza mi accade? E in Giobbe trovi una risposta preziosa. Per un credente, per qualcuno che vive già sotto le ali di Gesù, salvato dal giudizio di Dio, la sofferenza diventa un fuoco purificatore. Dio può permettere eventi o periodi di afflizione per liberarti attraverso di essi, per trasformarti e affinarti. Come dice il testo, i tuoi orecchi diventano più attenti alla Sua voce proprio attraverso la sventura.
Sarà sempre e soltanto per amore. Perché ti ama, perché ti vuole più forte, più saldo, più simile a Cristo. Se credi in Gesù, puoi consolarti nel fatto che questa vita è temporanea, con tutte le sue sofferenze, ma ti aspetta un’eternità di gioia, pace e liberazione. Persevera, e credi nel Dio che ti fortifica anche nelle afflizioni.
