O Signore, tu hai fatto risalire l’anima mia dal soggiorno dei morti, tu m’hai ridato la vita perché io non scendessi nella tomba.
Salmo 30:3
Immagina un’auto il cui conducente ha perso il controllo, che sta andando a tutta velocità verso un ostacolo, come un albero o un’altra auto per strada. Poi, giusto in tempo, la persona seduta sul lato passeggero riesce a mettere le mani sul volante e a sterzare, evitando l’impatto e salvandolo da una morte certa. Ecco la dinamica della salvezza descritta da Davide in questo versetto così breve.
Quando pensiamo al nostro rapporto con Dio, dobbiamo realizzare che il nostro punto di partenza non era neutro, come se fossimo fermi a un bivio in attesa di decidere se andare con Lui o contro di Lui. Purtroppo, per natura, già dalla nascita, la nostra anima percorreva un cammino per inerzia: quello del peccato, quello che porta alla morte (Efesini 2:1-5). Non stavamo semplicemente scegliendo una direzione; stavamo già correndo verso una destinazione sbagliata, eravamo spiritualmente già morti.
Quando Gesù è venuto sulla terra ed è morto sulla croce, non ci ha semplicemente invitati a fare il primo passo per seguirlo in cielo. Ci ha dato una vera via di scampo, ha compiuto la sterzata decisiva per evitare la tragedia di un destino lontano da Dio (Colossesi 1:13-14). I nostri peccati ci spingevano costantemente e inesorabilmente verso l’inferno, senza che ce ne rendessimo conto.
Ma proprio come è scritto in questo salmo, Dio ha fatto risalire chi crede in Gesù dal soggiorno dei morti, ha ridato vita all’anima, poco prima che scendesse nella tomba. Un salvataggio in extremis, un gesto decisivo e indispensabile. Non un semplice aiuto, non una collaborazione, ma un intervento che ha cambiato completamente la traiettoria della nostra esistenza.
Guarda al tuo Salvatore da questa prospettiva e lascia fluire una preghiera di ringraziamento, vedendo ciò che ha fatto e da cosa ti ha tirato fuori. Non importa il tuo passato né quanto gravi siano i tuoi peccati: se credi in Gesù con tutto il cuore, Lui ti afferra e ti fa risalire. In altre parole, ti risuscita, proprio come Cristo è risuscitato (1 Corinzi 15:20).
E lo farà anche concretamente quando questa vita finirà, perché lo ha promesso. Forse entrerai fisicamente in una tomba, ma la tua anima subito dopo risalirà, se ami Dio e il tuo prossimo, se hai creduto che Cristo ha pagato con il Suo sangue e ti ha salvato da un destino lontano da Lui.
