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Simili e diversi

Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno una medesima funzione, così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l’uno dell’altro.

Romani 12:4-5

La parola chiesa, nel gergo comune, ci fa spesso pensare a un edificio, ma nella Bibbia non è affatto così. La caratteristica principale della chiesa è quella di essere una famiglia di persone che hanno lo stesso Padre, cioè Dio (Efesini 2:19). Per questo il Nuovo Testamento parla spesso di fratelli e sorelle in Cristo.

Essere fratelli significa condividere la stessa origine e la stessa appartenenza. Quando osservi due fratelli, noti che hanno molte cose in comune perché assomigliano agli stessi genitori; eppure ciascuno mantiene caratteristiche proprie e irripetibili. E i loro genitori saprebbero sempre distinguerli, anche se fossero gemelli.

Oltre all’immagine della famiglia, la Bibbia descrive la chiesa anche come un corpo. E nel corpo umano ogni membro è diverso dagli altri. Persino le mani, che sembrano uguali e svolgono funzioni simili, in realtà non sono identiche: spesso riusciamo a fare alcune cose meglio con la mano sinistra e altre con la destra. Per questo l’immagine del corpo è così ricca e profonda: un corpo non può essere separato, eppure ogni membro svolge un ruolo unico e necessario (1 Corinzi 12:12-27).

Se un membro si fa male, tutto il corpo soffre. Se un membro sta bene, tutto il corpo ne beneficia. Così è anche nella chiesa.

Quando pensi al tuo ruolo nella chiesa, locale e globale, ricorda che sei speciale. Dio non ti considera un numero in più tra i suoi figli: ha dato proprio a te specifiche qualità da mettere al servizio degli altri membri, per collaborare con loro e contribuire alla crescita del corpo. Se pensi di non averne oppure non sai quali sono, chiedi a Lui stesso di rivelartele.

Nonostante la nostra relazione personale e individuale con Dio sia molto importante, il Signore non ti ha destinato a vivere la fede da solo. Vuole che tu ti appoggi al resto del corpo, e che il corpo riconosca in te un membro affidabile, presente, disposto a dare e a ricevere.

Gesù ti invita ad avere comunione con gli altri credenti non soltanto la domenica, ma nella quotidianità. Per questo, chiedi a Dio la sensibilità di partecipare con la chiesa alle opere che Lui ha preparato: nella preghiera, nell’amore, nella generosità, negli atti pratici e nelle conversazioni.

Svolgi il tuo ruolo senza tirarti indietro. Sei parte di un corpo che Dio considera così unito e prezioso da chiamarlo anche la sposa di Cristo (Efesini 5:25-27). Questo ti ricorda che Lui ti ama e ha dato tutto per te, per la chiesa, per il popolo dei suoi figli: quelli che hanno lo stesso Padre, quelli che sono uniti anche se lontani, ovunque nel mondo.