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L’avvento più grande

“Ecco, i giorni vengono”, dice il Signore, “in cui io manderò ad effetto la buona parola che ho pronunciata riguardo alla casa d’Israele e riguardo alla casa di Giuda. In quei giorni e in quel tempo io farò germogliare per Davide un germoglio di giustizia, ed esso eserciterà il diritto e la giustizia nel paese. In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme abiterà al sicuro; questo è il nome con cui sarà chiamata: Signore nostra giustizia”.

Geremia 33:14-16

Questo periodo dell’anno è conosciuto in molti paesi come l’Avvento, ovvero le settimane che precedono il Natale. È un tempo di attesa che richiama un evento già accaduto, perché ciò che la tradizione cristiana celebra nel Natale è la nascita di Gesù, che ha già vissuto, insegnato, sofferto, è morto ed è risorto.

Eppure esisteva un tempo in cui tutto questo era soltanto una speranza, una promessa annunciata dai profeti dell’Antico Testamento. Questo versetto nel libro di Geremia è particolarmente profondo e significativo, perché racchiude in sé il senso della venuta di Cristo sulla terra.

Il Signore prometteva che quei giorni sarebbero arrivati secondo la sua parola. Giorni in cui finalmente ciò che aveva annunciato molte volte a Israele si sarebbe compiuto. In questo passo Gesù è rappresentato come un germoglio di giustizia, e l’immagine è straordinariamente appropriata. Quel re atipico che entrò nel mondo attraverso l’umile famiglia di Giuseppe e Maria, e che nacque in una mangiatoia, è davvero come un fiore prezioso spuntato in mezzo all’asfalto del peccato e dell’ingiustizia.

Cristo è entrato nel mondo con delicatezza, mansueto e gentile, ed è stato perfino calpestato fisicamente, ma un giorno tornerà per giudicare, per esercitare il suo ruolo di Giusto Giudice. Da Lui dipenderà il destino di ogni singola persona. Egli è venuto a rappresentare la giustizia di Dio una prima volta, pagando per il peccato dell’umanità, e tornerà per compierla ancora, salvando coloro che credono in lui.

Come afferma il testo profetico, con la Sua venuta il popolo di Dio può finalmente godere della Sua giustizia, abitare al sicuro ed essere liberato dalle conseguenze eterne del male.

Oggi hai il privilegio immenso di vivere dopo la prima venuta di Gesù e di poter ricordare ogni giorno, non solo a Natale, che Dio si è fatto uomo per raggiungerti e parlarti al tuo livello. Non è arrivato con prepotenza, ma con la delicatezza di un germoglio. È stato provvidenziale per cambiarti il destino, aprendo una possibilità che prima non esisteva.

E c’è ancora un’attesa da vivere, un Avvento più grande di quello delle settimane che precedono il Natale, più attuale dell’attesa che descriveva Geremia. Stiamo aspettando che Cristo torni per liberare, salvare ed esercitare il diritto e la giustizia (Atti 17:31). Vivi questo Avvento con fede, aspettando Lui, ancora e ancora, guardando al passato ma anche e soprattutto al futuro, con la certezza di una speranza grande e sicura.