Una cosa ho chiesto al Signore, e quella ricerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore e meditare nel suo tempio.
Salmo 27:4
La nostra mente gioca spesso con i desideri. È bello, a volte, fantasticare su cosa vorremmo se avessimo tutto il denaro che serve, tutte le possibilità aperte davanti a noi. Il mondo rafforza questa idea con immagini e tradizioni che conosciamo fin da bambini: chiedere al genio della lampada che esaudisce ogni richiesta, vedere una stella cadente e pensare a un desiderio, spegnere le candeline del compleanno esprimendo in silenzio ciò che si spera di ottenere.
Credendo in Dio sappiamo che non esiste alcun genio della lampada, nessuna magia legata alle stelle o ai compleanni. Esiste però un Dio reale e vivente, al quale possiamo e dobbiamo consegnare i nostri desideri. Perché Lui ascolta, conosce il nostro cuore e vede oltre ciò che noi stessi riusciamo a comprendere.
Pensaci per un momento: se potessi chiedere a Dio qualcosa di personale, solo per te, che cosa Gli domanderesti? Solo tu sai davvero cosa vorresti, cosa pensi che ti renderebbe felice. Nel Salmo 27 la Scrittura ci sfida leggendo quale fu il desiderio di Davide: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della sua vita.
Davide sapeva bene cosa voleva. Non fu un pensiero fugace, nato per un attimo a occhi chiusi, ma una scelta consapevole e perseguita con determinazione. Dice che lo chiese esplicitamente e che lo ricercò. Si era innamorato del Signore al punto da desiderare di stare con Lui ogni giorno, con due scopi precisi: contemplare la Sua bellezza e meditare nel Suo tempio.
Non si può contemplare davvero la bellezza di Dio senza passare tempo con Lui. Non si può meditare profondamente se non si dimora alla Sua presenza. Per Davide, il modo migliore di vivere era questo: restare con il suo Signore, qui sulla terra e poi per l’eternità. Il suo desiderio non era un bene materiale, ma la comunione con Dio stesso, perché aveva capito che da quello dipendevano tutte le altre cose.
Rifletti di nuovo su ciò che chiederesti se potessi esprimere un solo desiderio, e confrontalo con quello di Davide. Non c’è nulla di meglio che abitare nella casa del Signore ogni giorno, perché significa salvezza, protezione, scopo, soddisfazione, vera gioia. Significa avere un senso profondo e duraturo, fondato sulla presenza di Dio e non sulle circostanze.
Allora fai come Davide. Rinuncia ai desideri secondari e metti al primo posto questo: chiedi a Dio di abitare con Lui. Credendo in Cristo come tuo Salvatore, sai già che vivrai con Lui per l’eternità (Giovanni 14:2-3). Ma inizia già da ora. Passa molto tempo intenzionalmente alla Sua presenza, resta nel Suo tempio a contemplare la Sua bellezza. Ascolta e leggi la Sua Parola, meditala, assaporala costantemente. Ricerca il Signore con tutto il cuore, e scoprirai che la vera felicità non nasce dall’ottenere ciò che desideri, ma dal desiderare Lui sopra ogni cosa.
