Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.
Romani 3:23-24
Tra i versetti della Bibbia che andrebbero memorizzati, questi due sono sicuramente tra i più importanti. L’intera lettera ai Romani è un vero capolavoro, un libro prezioso in cui Paolo, ispirato dallo Spirito, spiega la salvezza da zero ed entra in tutti i dettagli del piano di Dio, proprio perché i destinatari erano i Romani, ossia stranieri che non erano conoscitori del Dio d’Israele per tradizione, ma che ascoltavano il Vangelo per la prima volta.
Questi due versi, a loro modo, sono uno straordinario riassunto da zero di tutto il messaggio della Bibbia. Nell’Antico e nel Nuovo Testamento, dopo che il peccato entrò nel mondo attraverso Adamo ed Eva nel giardino d’Eden (Genesi 3:6), scopriamo che tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.
Lo vediamo ripetutamente tanto nei personaggi dichiaratamente lontani da Dio, come Nabucodonosor o Erode, che fecero morire tanti innocenti nei loro regno, quanto in quelli più fedeli alla chiamata di Dio, come il re Davide che commise adulterio con Bat-Sceba (2 Samuele 11:4), fino ai discepoli più vicini a Gesù, come Pietro che Lo rinnegò. Tutti, compreso te, abbiamo peccato e per questo siamo senza la gloria di Dio.
E poi nel verso 24 c’è un “ma”, che spiega come solo i credenti, e non tutti in modo assoluto, possono uscire fuori da questa situazione così negativa. Anche la seconda parte non fa eccezioni, nel senso che tutti i fedeli, tanto quelli dell’Antico Testamento quanto quelli del Nuovo fino ai giorni nostri, se si convertono a Dio e vengono salvati, lo fanno essendo giustificati gratuitamente per grazia.
Qualcuno potrebbe pensare che prima della venuta di Gesù e del Suo sacrificio gli uomini fossero salvati per opere, obbedendo alla legge di Mosè, cioè ai comandamenti, ma il capitolo 11 della lettera agli Ebrei, tra molti altri passi, mette in chiaro questa verità assoluta: anche nell’Antico Testamento tutti fallivano e per questo Dio li salvava soltanto per fede (Ebrei 11:6). Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Samuele, Davide. La giustificazione per grazia, così come il peccato, è sempre stata presente fin dal principio, e nessuno di loro ce l’avrebbe fatta senza di essa.
Infine c’è la terza parte del verso: mediante la redenzione in Cristo Gesù. Il Suo sacrificio, il Suo pagamento, rimette a posto le cose tra noi e Dio. Senza di Lui avevamo bisogno di un sacerdote che sacrificasse sangue animale ogni volta che peccavamo e non potevamo accedere al tempio senza la sua mediazione (Ebrei 9:22).
Ma Lui ci ha redenti. Anche Lui, come la grazia e ancor più del peccato, è sempre stato con noi fin dal principio. Gesù è il Figlio di Dio ed è Dio stesso; la Sua presenza è tanto nell’Antico Testamento quanto nel Nuovo. Cristo era attraverso lo Spirito con gli uomini e le donne che hanno creduto nella storia ed è con te e con la Chiesa oggi.
Siamo sempre stati tutti peccatori, ma Dio ha sempre voluto perdonare e giustificare per pura grazia. E questo è sempre stato per mezzo di Gesù. Questo è il riassunto della Bibbia, la via per tornare nella gloria di Dio a cui eravamo destinati.
