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La ciliegina o la torta

Per non aver servito il Signore, il tuo Dio, con gioia e di buon cuore in mezzo all’abbondanza di ogni cosa, servirai i tuoi nemici che il Signore manderà contro di te, in mezzo alla fame, alla sete, alla nudità e alla mancanza di ogni cosa; ed essi ti metteranno un giogo di ferro sul collo, finché ti abbiano distrutto.

Deuteronomio 28:47-48

Ci sono cose nella vita che siamo chiamati a fare in ogni caso, sia volentieri sia controvoglia. Ad esempio scendere a buttare la spazzatura. Che tu lo faccia con gioia o meno, il valore di quel gesto rimane, perché stai evitando che si creino cattivi odori in casa e hai bisogno di nuovo spazio per gettare i prossimi rifiuti.

Quando si tratta di servire Dio, spesso ci sentiamo allo stesso modo, pensando che, per lui, farlo con gioia o controvoglia sia sostanzialmente uguale. Ma in questo versetto profondo e, in certi aspetti, persino drammatico, troviamo qualcosa su cui riflettere seriamente.

Il Signore non sta accusando Israele di non averlo servito. Lo sta rimproverando perché non lo aveva fatto con gioia e di buon cuore, e a quanto pare questa differenza è talmente grande ai suoi occhi da determinare il destino del popolo. Dio aveva dato loro abbondanza di ogni cosa, ma poiché non erano felici di servirlo, li consegna ai loro nemici, fino alla distruzione.

A volte puoi pensare che l’importante sia semplicemente obbedire a Dio, e che essere contento di farlo sia solo un di più, come la ciliegina sulla torta. Ma il Signore ti sta dicendo che la gioia nell’obbedienza è l’essenza stessa del suo comandamento, è proprio la torta in sé.

Non te lo chiede perché sia troppo esigente o perché la semplice obbedienza non gli basti. Lo fa perché sa come sei fatto: se non ti innamori davvero di Lui e dei suoi precetti, non riuscirai mai a metterli in pratica fino in fondo. Siamo costruiti così, e Dio vuole il meglio per noi. Obbedirgli ci porta al nostro stesso bene. Farlo con gioia è l’unico vero modo per riuscirci.

Se non lo desideriamo, ci resta ciò che rimane quando la sua presenza si allontana: i nemici, la fame, la sete, la nudità. E l’ultima espressione, la più forte: la mancanza di ogni cosa. Perché se non hai Dio, in fondo, ti manca tutto.

Trova la tua gioia nel Signore. Ricerca Lui e servilo con gioia, in mezzo all’abbondanza che ti dà. Fallo davvero per il tuo bene.